Puerto Rico
Commonwealth degli Stati Uniti d'America. Capitale: San Juan (433.412 abitanti, 2.028.700 nell'area metropolitana).


Popolazione e religione
Mescolanza di razze e culture diverse, la popolazione è prevalentemente di origine spagnola (80,5%), oltre a neri (8%), amerindi (0,4%), asiatici (0,2%) e meticci (10,9%).
Sull'Isola vengono parlati lo spagnolo, lingua ufficiale arricchita da un gran numero di vocaboli inglesi e africani e termini degli Indiani d'America, e l'inglese.
La religione cattolica, impregnata dello spiritualismo e delle tradizioni delle popolazioni native, è la più diffusa (85%), con un 15% di presenza protestante.


Storia
Occupato originariamente da differenti tribù di nativi americani, il Portorico era nel 1493, all'arrivo di Cristoforo Colombo, abitato dai pacifici Taínos dalla cultura, il linguaggio, la religione alquanto sofisticate.
I primi coloni spagnoli arrivarono ben presto, con Juan Ponce de León (1508), e i Taínos, ammaestrati alle verità del Vangelo, umiliati dalla schiavitù, infettati da malattie sconosciute, furono annientati in breve tempo.
Gli Spagnoli si stabilirono a San Juan,
facendone uno degli avamposti più strategici di tutto il Nuovo Mondo e, nel secolo seguente, ben fortificandolo così da opporsi alle incursioni dal mare di Inglesi, Francesi ed Olandesi. Controllando il commercio regionale del Paese, iniziarono ad importare schiavi dall'Africa e a sviluppare, durante il XVI e XVII secolo, le coltivazioni di zucchero, cotone e le piantagioni di tabacco.
Cresciuto il contrabbando col prosperare dei nuovi mercati, la Spagna fu incapace di contrastare efficacemente il fenomeno, perdendo così autorità morale sull'Isola che, nel XVIII secolo, comincia a sviluppare una propria identità. A tale processo, contribuiscono anche il numero crescente di immigrati e l'emergere della piccola borghesia dei proprietari di piantagioni di caffè. Quando la rivoluzione inizia a sconvolgere il Nuovo Mondo, gli Spagnoli allentano la propria politica commerciale totalitaria, nel tentativo di mantenere Portorico e Cuba sotto la propria influenza coloniale.
Successivamente al tentativo indipendentista fallito nella città di Lares (1868), nel 1897 l'Isola ottiene una maggiore indipendenza, ma nel corso della guerra tra America e Spagna l'esercito americano occupa il Paese. Nonostante le reiterarate richieste di autonomia, gli Stati Uniti fanno del Portorico un protettorato coloniale per i cinquant'anni a seguire.
Nel 1917 i Portoricani ricevono la cittadinanza statunitense e partecipano alla prima guerra mondiale. Riforme ed investimenti successivi sembrano rendere migliori le condizioni economiche del Paese, ma la depressione statunitense degli anni '30 coinvolge l'Isola molto duramente e il movimento per l'indipendenza risponde in modo violento.
Nel 1944 il Portorico ottiene il diritto di eleggere un proprio governatore e l'applicazione dell'operazione Bootstrap, tesa a sollevarne l'economia e ridurre le tasse per le compagnie americane con sede in Portorico.
Nel referendum del 1951, il 75% dei Portoricani sceglie di divenire un Commonwealth (cioè uno Stato libero associato) degli Stati Uniti, anziché rimanerne una colonia.
Col voto espresso nel 1993 e nel 1998, pur con un margine molto ridotto, i Portoricani hanno confermato la volontà di mantenere lo stato di Commonwealth, anziché diventare parte integrante degli Stati Uniti.


Cultura
Complessa, la cultura portoricana è il risultato della mescolanza di tradizioni spagnole, africane e taíno, sulle quali influiscono in parte anche quelle americane. I costumi culturali si riflettono anche nell'idioma principale parlato sull'Isola, lo spagnolo, e sulle credenze religiose. La lingua spagnola locale contiene infatti un gran numero di vocaboli inglesi e africani, oltre a termini degli Indiani d'America. Il cattolicesimo romano, che è la religione più diffusa, è impregnato dello spiritualismo e delle tradizioni delle popolazioni native.
Anche la musica, che superficialmente pare simile a quella dei Paesi vicini, contiene tracce dell'influenza africana - bomba -, le radici culturali della Spagna - plena -, le sonorità delle comunità di emigrati che vivono a New York - salsa. Strumenti tipici portoricani sono le maracas, il guiro, costituito da una zucca utilizzata come percussione, e il cuatro, strumento a dieci corde simile a una chitarra.
I pittori portoricani, sia coloro che vivono nell'Isola, sia quelli invece stabilitisi negli Stati Uniti, incontrano interesse a livello internazionale, riscuotendo grande successo. Da ricordare Arnaldo Roche-Rabell e Jorge Zeno, oltre ai maestri spagnoli riconosciuti come Angel Botello.
Il problema dell'identità nazionale è molto sentito e si riflette anche nella letteratura. Molte delle opere letterarie portoricane sono prodotte da emigrati, Portoricani di New York come Pedro Juan Soto, Emilio Díaz Valcárcel e José Luis Gonzáles trattano nelle storie, nei racconti, nelle poesie l'inafferrabile idea di "casa".


Da visitare
San Juan, la capitale di Portorico, è un'animata e vivace metropoli moderna, dalle splendide bianche spiaggie e un famoso centro storico coloniale degli inizi del XVI secolo. Motore della vita economica e politica dell'Isola, oltre a essere piacevole da visitare, è anche un'ottima base di partenza per esplorare l'entroterra.
A meno di un'ora di macchina da San Juan, svetta il monte El Yunque. Alto 1.065 metri e compreso nella catena di Luquillo, dà il suo nome alla lussureggiante foresta pluviale circostante, gestita come riserva - Foresta Nazionale dei Caraibi - con oltre quattrocento specie diverse di alberi e felci. È possibile ascoltarvi il canto delle minuscole rane coquís, ammirare orchidee in miniatura, fare il bagno nelle cascate e magari avvistare il raro pappagallo portoricano.
Poco lontana, la Luquillo beach è una spiaggia relativamente famosa, con fondale basso e acque calme, meravigliosa per i bambini. Resa pittoresca dalle varie bancarelle che offrono vivande e souvenir, è ideale per picnic e lunghe nuotate.
Il Parco delle grotte di Río Camuy, nel nord-est dell'Isola, è ricco di gole e splendide sculture naturali di pietra calcarea. Nella regione sono state scoperte più di duecento grotte, alcune delle quali così grandi da potervi realizzare un grattacielo. Dai punti osservazione è possibile ammirare il fiume Camuy, uno dei più grandi fiumi sotterranei al Mondo, scorrere lungo la Gola Tres Pueblos.
Ponce,
seconda città del Portorico, si trova appena nell'entroterra, sulla costa meridionale. Nel centro cittadino, risalente alla fine del XVII secolo e dichiarato tesoro nazionale, è possibile ammirare piazze, chiese e case coloniali molto decorative, fontane stupende e l'originale stazione dei vigili del fuoco, forse la più originale al Mondo. Da visitare il Museo d'Arte, il migliore di tutti i Caraibi, il Museo della Storia di Ponce e quello della Musica Portoricana.
San Germán
è l'insediamento fuori San Juan più antico del Portorico, ai piedi della Cordillera Central, nella parte sud-occidentale dell'Isola. Da ammirare, le due piazze della città, gli eleganti edifici, la Chiesa Porta Coeli. Non molto distanti, la Baia Fosforescente, dove è possibile vedere l'elettricità intorno al proprio corpo, e Boquerón Beach, una delle spiagge più belle di tutta l'Isola.
Quindi, la tranquilla e sperduta isola di Culebra, con belle spiagge e meravigliosa vista offerta dalla barriera corallina. La cittadina di Rincón, con spiagge adatte per fare surf e le piattaforme sul mare - El Faro -, dalle quali avvistare balene e delfini. L'osservatorio di Arecibo, con il radiotelescopio più grande del Mondo (305 metri di diametro) che, si dice, sia utilizzato dal governo statunitense per osservare la vita extraterrestre. Patillas, collocata tra la costa e le montagne, ottima base di partenza per lunghe escursioni.


Ambiente e clima
Grande circa come la Corsica e compreso tra la Repubblica Dominicana e i piccolissimi arcipelaghi circostanti, il Portorico è bagnato dall'Oceano Atlantico e dal Mar dei Caraibi. Al centro è attraversato dalla frastagliata Cordillera Central, la cui vetta più alta, il monte Cerro la Punta, raggiunge i 1.340 metri. Le colline toccano la lussureggiante costa nord e continuano nella regione meridionale, più arida. Fanno parte del territorio portoricano anche le piccole isole di Vieques, Culebra e Mona.
L'umidissima foresta pluviale di El Yunque,
parco nazionale nella regione nord-orientale dell'Isola, è l'orgoglio e la gioia del Portorico dove prosperano uccelli, rettili e piante come gli alberi ausubo e tabonuco, che vivono all'ombra; o lo yagrumo humbra, che per mesi rimane semplicemente un arbusto per poi crescere molto velocemente, guadagnandosi la propria porzione di cielo. Verso sud, il territorio è più arido e roccioso. Caratteristica di questa zona è la Foresta Arida di Guànica, dal clima sia arido sia costiero sia tropicale, e dove così allignano le mangrovie vicino alla costa, cactus e piante grasse nell'entroterra, i sempreverdi (lignum vitae) sulle colline. Il nord-ovest, invece, è caratterizzato da zone calcaree collinose, lussureggianti e ricche di grotte e rocce.
Simbolo molto amato dell'Isola sono le rane del Portorico - coquís -, molto piccole, le più grandi non superano i due o tre pollici, ma molto rumorose e di cui è impossibile non sentire il gracidare! Il loro canto è speciale, perché si può ascoltare sulla sola Portorico: la saggezza popolare dice che le rane smettono di cantare se portate lontano dalla loro Isola.
L'aria del Portorico è salubre tutto l'anno, con temperature miti comprese tra 24-30°C. Durante la stagione degli uragani, che va da maggio a novembre, le temperature possono essere poco più alte e il clima più umido e ventoso, ma non tale da vedere volteggiare cose nell'aria; è comunque importante restare sempre aggiornati sulle previsioni meteorologiche. In montagna è più freddo e di sera può essere necessario indossare il maglione.


Cucina
(ideabox.it sostiene la scelta vegetariana/vegana, non si riconosce quindi in un’alimentazione che prevede l’uso di prodotti di origine animale.)
Piuttosto speziata - chili, peperoncino, curry - e dalle forti influenze indiane, africane ed europee, la cucina portoricana è particolarmente varia e ricca di piatti tradizionali come la zuppa di verdure, cipolla, mais e peperoncino - sancocho - o granchio - calalou - e il pollo piccante in umido - asopao de pollo. E, ancora, insalata di verdure locali con il frutto dell’albero del pane, papaia, radici di igname e cassava; fagioli stufati - guisada de abichelas -; minestra del pisello arboreo - sopon de gandules. Sono comuni le carni di manzo, maiale, tartaruga e agnello, mentre non rientra nella cucina quotidiana il pesce.
La bevanda nazionale dell'Isola è il rum, ottenuto dal succo fermentato della canna da zucchero e base dei principali cocktails. Mentre la birra è molto diffusa, sia prodotta localmente che di importazione, il vino è invece reperibile nei soli ristoranti di alto livello. Molto dissetante il latte di cocco, gustosissimi i succhi di frutta tropicali.


Attività
Spiagge, immersioni subacquee, snorkelling, surf, vela, escursioni, esplorazione di grotte sotterranee, birdwatching e whalewatching, fare volare gli aquiloni (i ventosi pendii nei pressi di El Morro, a San Juan, sono considerati il miglior posto al Mondo per questo sport): le attività da svolgere sull'Isola sono tantissime ed è praticamente impossibile annoiarsi!
A San Juan, verso la fine di giugno, ha luogo la Festa di San Giovanni Battista, splendida fusione di elementi religiosi e secolari. La Festa di San Sebastiano è tenuta durante la terza settimana di gennaio, lungo le strade di San Juan vecchia, mentre nei primi giorni di febbraio, a Mayagúez, si svolge la sfavillante cerimonia della Virgen de la Candelaria. Da non perdere la Festa di San Giacomo, che celebra l'eredità multiculturale del Paese (a Loíza, fine luglio). Ponce è il luogo migliore dove festeggiare il Carnevale di febbraio, in occasione del quale si sfila ballando e indossando maschere con grosse corna. Avvenimento tra i più importanti di tutti i Caraibi, nel mese di giugno musicisti di fama internazionale raggiungono San Juan per la Festa di Casals, rendendo così onore al famoso violoncellista portoricano Pablo Casals. Tra il 15 dicembre e il 6 gennaio, Las Navidades è il periodo di maggiore e intensa socializzazione e devozione religiosa. La scatenata Festa degli Innocenti cade nel mezzo, il 28 dicembre ad Hatillo, quando i partecipanti mascherati e in costume inseguono i bambini lungo strade, ricordando la decisione di Erode di uccidere il bambino Gesù.


Informazioni varie
Documenti: in virtù di una convenzione reciproca - Visa Waiver Program -, ai cittadini italiani non è richiesto il visto di ingresso per permanenze a scopo turistico limitate a novanta giorni. È tuttavia necessario il possesso di un biglietto aereo di andata e ritorno, il cui Paese di ritorno sia l'Italia o comunque non un Paese confinante con gli Stati Uniti, Caraibi compresi.
Rischi sanitari: febbre tifoide, epatite A, dissenteria amebica e bacillare, bilharziosi, rabbia.
Trasporti: il Portorico è l'isola caraibica più facilmente accessibile, sia dal Nord America che dall'Europa. Collegamenti aerei ottimi anche da molte isole caraibiche e dalle Americhe del Sud e Centrale. Il modo migliore per visitare il Paese è certamente quello di noleggiare un'automobile, da un'agenzia internazionale o presso un'operatore locale. È tuttavia necessario prestare la massima attenzione, giacché lo stile di guida portoricano risulta imprevedibile, anche se non particolarmente aggressivo. Attenzione anche alla segnaletica stradale, fuorviante: i cartelli che indicano i limiti di velocità sono espressi in miglia orarie, le distanze invece in chilometri. I públicos, furgoncini che assolvono il servizio di trasporto pubblico, sono economici e utili per socializzare, ma privi di un orario stabilito. Collegano tutte le città e i paesi dell'Isola, tranne i più piccoli, ma spesso percorrono tragitti brevi quindi, per un percorso lungo tra due città non principali, è necessario cambiare più volte. Riconoscibili dalla "P" o "PD" scritto sulla targa, si possono fermare con un cenno della mano. Il collegamento con le isole Culebra e Vieques è garantito da traghetti gestiti dallo Stato.
Moneta: Dollaro USA (USD). Un euro corrisponde a 1,28 dollari americani (all'11 luglio 2006). Talvolta i dollari americani possono essere chiamati peso. Travellers' cheques e le principali carte di credito sono accettate quasi ovunque, molte anche le postazioni Bancomat. Per le mance valgono le medesime regole del Nord America. In genere non è uso contrattare, eccetto nei mercati d'artigianato.
Sistema di misura: sistema metrico decimale principalmente, ma è utilizzato anche il sistema britannico.
Orario: quattro ore indietro rispetto al meridiano di Greenwich.
Elettricità: 110V, 60Hz.

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