Mongolia
Repubblica parlamentare. Capitale: Ulaan Baatar (804.200 abitanti).
Popolazione e religione
La popolazione, che conta 2.6 milioni abitanti, è costituita per l'85% da Mongoli (etnia predominante è la khalkha), 7% Tatari, di cui i Kazaki sono il gruppo principale, oltre a Tungusi (4,6%), Cinesi (3,4%), Russi ed altre etnie.
Lingua ufficiale è il mongolo, sono inoltre parlati il turco, il russo e il cinese. L'alfabeto utilizzato per la scrittura è dal 1944 il cirillico russo.
La libertà di culto è stata ripristinata solo nel 1990, con un ritorno massiccio alla fede buddhista. Il 96% della popolazione professa la religione buddhista tibetana, in particolare lamaista, oltre alle fedi musulmana nel sud-est (4%), sciamanica e cristiana.
Storia
Disgregata tra numerosi clan rivali ed etnie diverse fino alla fine del XII secolo, il giovane mongolo Temujin riuscì a unificare gran parte delle tribù della Mongolia nel XIII secolo, ricevendo nel 1189 il titolo onorifico di Chinggis Khaan (Genghis Khan), sovrano universale. Genghis Khan, incarnazione degli ideali di forza, unità, legge e ordine, nominata l'odierna Kharkhorin capitale del nuovo regno, lanciò le proprie milizie a cavallo degli eccellenti takhi contro Cina e Russia. Alla sua morte (1227) l'impero mongolo si estendeva da Pechino fino al Mar Caspio.
Kublai Khan, nipote di Genghis Khan, portò a termine la conquista della Cina, assumendo il titolo di imperatore della dinastia cinese Yuan (1271-1368). Compreso di avere raggiunto la massima espansione possibile dell'impero, invece di intraprendere nuove guerre di conquista, Kublai concentrò le proprie forze nel mantenere l'unità del vasto regno mongolo. Questo fu il periodo di massimo fulgore della Mongolia, l'impero, il più vasto che il Mondo avesse mai conosciuto, si estendeva dalla Corea all'Ungheria e, a sud, fino al Vietnam.
Dopo la morte dell'imperatore Kublai (1294), i Mongoli iniziarono a dipendere sempre più dai popoli assoggettati, guadagnandosi il disprezzo come classe elitaria e privilegiata, esente dal pagamento delle tasse, indifferente alle fazioni in lotta per il potere lungo tutto il regno.
Cacciati da Pechino intorno alla metà del XIV secolo, con la caduta della dinastia Yuan si assiste alla disgregazione dell'impero mongolo, a cui seguono anni di declino contraddistinti dalle guerre tra clan rivali.
Un secolo dopo la conversione al buddismo tibetano (XVI secolo), la dominazione dei Manciuri trasforma il Paese in due province della Cina - Mongolia interiore e Mongolia esteriore. Con l'invasione russa, alla fine del XVII secolo, la Mongolia perde i territori settentrionali e il lago Bajkal.
Il Paese è dominato dalla dinastia Qing fino al XX secolo, quando l'11 luglio 1921 viene formato un governo indipendente con l'intervento della Russia. Si instaura un regime comunista filo sovietico, che ha termine con il dissolvimento dell'URSS. La Mongolia è una democrazia dal 1992.
Cultura
La cultura della Mongolia è profondamente influenzata dal buddhismo tibetano e dal carattere nomade della popolazione.
Bandite durante gli anni del regime comunista e oggi tornate a nuova vita, le danze tsam, che poggiano sul nomadismo e lo sciamanesimo, allontanano gli spiriti maligni.
La musica tradizionale è suonata usufruendo di svariati strumenti e stili vocali, il canto khoomi viene eseguito da voci maschili capaci di produrre, abilmente impostate, potenti suoni armonici di gola e più note ad ogni singola emissione vocale.
L'antica tradizione mongola del contorsionismo è in certa misura costante fondamentale delle arti della musica e della danza.
Pressoché sconosciuta in Occidente, la letteratura mongola è molto ricca. Il testo più importante del patrimonio letterario del Paese, Mongol-un Nigucha Tobchiyan (La storia segreta dei Mongoli), celebrazione del glorioso passato mongolo, è stato tradotto nei Paesi occidentali solo da pochi anni.
Le antiche tradizioni sopravvivono anche dove la steppa è ormai coperta dalle città, ai margini delle quali un numero considerevole di famiglie vive nella gher, l'abitazione tradizionale dei popoli nomadi della Mongolia. Facilmente trasportabile, la gher è una grande tenda di feltro bianco dallo schema interno universale: l'ingresso si affaccia sempre verso sud; sul fondo, spostato leggermente verso ovest, è il posto d'onore riservato agli ospiti; ancora in fondo è il khoimor, dove siedono gli anziani e sono consevate le proprietà più apprezzate e l'altare di famiglia, oltre alle foto dei congiunti e le borse da viaggio.
Da visitare
Ulaan Baatar (UB), la sonnolenta capitale della Mongolia, conserva l'aspetto e l'atmosfera di una trascurata città europea degli anni Cinquanta. Edificata lungo il fiume Tuul e circondata da montagne incantevoli, la città è sovrastata da palazzoni di stile sovietico e caratterizzata nei sobborghi dalle gher, le abitazioni tradizionali dei popoli nomadi mongoli, protette dai venti da una palizzata di legno. Sulla piazza Sükhbaatar, cuore di Ulaan Baatar, si affacciano l'edificio del Parlamento e il Palazzo della Cultura, con l'imponente Galleria d'Arte della Mongolia e altre testimonianze importanti della cultura mongola. Di grande interesse il Museo di Storia Naturale, che ospita anche due scheletri completi di dinosauro trovati nel deserto del Gobi. Quindi, il Museo di Belle Arti Zanabazar, con una straordinaria collezione di dipinti e sculture, i thangka (dipinti su stoffa) e statue buddhiste. Il Palazzo d'Inverno di Bogd Khaan, che ospitò per venti anni l'ottavo Bogd Khaan (Buddha vivente) e ultimo sovrano della Mongolia. Il Gandantegchinlen Khiid (Luogo immenso della gioia completa), uno tra i siti più affascinanti della città. Al suo interno trovano spazio splendidi templi decorati con oro e pietre preziose e vivono circa centocinquanta monaci, recitando preghiere e celebrando funzioni religiose.
Le quattro vette Tsetseegum, Chingeltei, Songino Khairkhan e Bayansurkh circondano, più o meno in corrispondenza dei quattro punti cardinali, la città di Ulaan Baatar e sono considerate sacre. Vero e proprio paradiso per gli appassionati di escursioni, le vette sacre sono ricoperte di foreste di larici e praterie, dove vivono lo stambecco, lo zibellino ed altri animali selvatici e meravigliosi uccelli. Tsetseegum Uul (m. 2.260), la più bella delle quattro cime, è il punto più elevato della catena montuosa di Bogdkhan Uul. Per visitare la zona è necessario un'apposito permesso, rilasciato all'ingresso principale del Parco Nazionale Bogdkhan.
La Riserva Naturale Khustain Nuur, istituita nel 1993, protegge dall'estinzione i cavalli selvaggi mongoli - takhi - e le steppe in cui vivono. Attualmente, tra il parco ed altre zone selvatiche del Paese, vivono all'incirca duecento takhi.
Kharkhorin (Karakorum), capitale del vasto impero mongolo di Genghis Khan (1220), distrutta da orde di soldati mancesi poi ricostruita moderna, conserva ciò che resta degli antichi splendori del monastero Erdene Zuu (XVI secolo), primo centro buddhista in Mongolia. I tre templi rimasti, circondati da una cinta muraria possente, sono dedicati alle tre fasi della vita del Buddha, infanzia, adolescenza e maturità. Fuori dalle mura del monastero sono due tartarughe di pietra. Nei tempi passati, quattro sculture simili delimitavano il confine dell'antica città.
Montagne alte duemila metri, un immenso lago alpino dall'acqua purissima (kmq. 2.760), fitte pinete e verdi vallate con yak e cavalli al pascolo, Khövsgöl Nuur è il luogo più incantevole della Mongolia. Il lago, considerato sacro dalla popolazione locale e da questa chiamato "madre", è fonte di ristoro per pecore, orsi, alci e stambecchi e per quasi duecento specie diverse di uccelli.
E, ancora, Amarbayasgalant Khiid, il monastero più importante del Paese, uno dei più belli. La cittadina di Khvod, ottima base di partenza per l'esplorazione della Mongolia occidentale. Il Parco Nazionale Gurvansaikhan, con montagne, fossili di dinosauri, formazioni rocciose, dune di sabbia straordinarie e una valle ricoperta dal ghiaccio per la maggior parte dell'anno.
Ambiente e clima
Grande cira tre volte la Francia, ma nel tempo di massimo splendore, sotto Genghis Khan e Kublai Khan, incredibilmente più estesa, la Mongolia è schiacciata tra la Cina e la Russia, senza alcuno sbocco sul mare e con un'altitudine media di 1.580 metri circa. Gli Altai Nuur, le montagne più alte coperte da nevi perenni, si ergono nell'estremo ovest del Paese. Tra queste, si estendono splendidi deserti selvaggi, sopra i quali la pioggia non cade quasi mai. Numerosi i laghi, sia di acqua dolce che salata, il più grande dei quali è il Khövsgöl Nuur, che custodisce il 2% delle riserve di acqua dolce del Mondo. Il Tavanbogd Uul, la vetta più elevata (m. 4.374), è caratterizzata da un magnifico ghiacciaio. Il deserto del Gobi si estende nel sud della Mongolia, occupando circa un terzo del territorio nazionale. Nonostante l'aspetto arido, è sufficientemente ricco di distese verdi tali da sostentare numerose pecore, capre e cammelli. Le praterie occupano gran parte del resto del Paese.
"Terra dei cieli azzurri" grazie agli oltre duecentosessanta giorni di sole all'anno, la Mongolia è contraddistinta da condizioni climatiche piuttosto estreme. I lunghi inverni subartici caratterizzano la stagione fredda, con la neve che perdura nel deserto del Gobi anche fino ad aprile, e alcuni laghi che rimangono ghiacciati fino al mese di giugno. La stagione umida, caratterizzata invece da precipitazioni generalmente modeste e di breve durata, va dalla metà di giugno a settembre. Tempeste di neve improvvise spesso si verificano tra la metà di ottobre e la metà di maggio, causando brusche diminuzioni della temperatura, tali da bloccare l'intero sistema di trasporti del Paese.
Cucina
(ideabox.it sostiene la scelta vegetariana/vegana, non si riconosce quindi in un’alimentazione che prevede l’uso di prodotti di origine animale.)
Caratterizzata da pasti abbondanti a colazione e pranzo, la cucina mongola contempla carne di montone lessa con abbondante grasso e farina, talvolta accompagnata da riso o formaggi. I Kazachi della Mongolia occidentale variano la dieta con carne di cavallo.
Forti bevitori di tè, i Mongoli apprezzano in modo particolare il süütei tsai (tè salato). Altre bevande tipiche sono l'airag, un distillato preparato dai pastori con latte di cavalla fermentato e il cui contenuto alcolico è del 3% circa, e lo shimiin arkhi, ottenuto dall'ulteriore fermentazione dell'airag, con un contenuto alcolico di circa il 12%. Il rifiutarsi di bere arkhi (vodka) è considerato da femminucce.
Attività
Tante sono le attività da praticare all'aperto. Le Quattro Cime Sacre, che circondano la città di Ulaan Baatar, offrono numerose e straordinarie possibilità di escursioni tra panorami mozzafiato. Escursioni a piedi anche nel deserto del Gobi, nel Parco nazionale Gurvansaikhan, sulle colline intorno a Khvod, o galloppate nei territori interni e nei dintorni di Ulaan Baatar, a dorso di cavallo, cammello o yak. Nell'immenso lago Khövsgöl Nuur, si può navigare in kayak o trascorre il tempo esplorando le caverne che ne caratterizzano le sponde. I mesi di gennaio e febbraio sono l'ideale per praticare lo sci, sia in discesa libera che lo sci di fondo.
Il Festival Naadam, anche chiamato eriyn gurvan naadam in onore degli "sport principali" del Paese (lotta, tiro con l'arco e gare a cavallo), è l'evento più importante dell'anno e festeggiato in tutta la Mongolia, generalmente tra l'11 e il 13 luglio in concomitanza con l'anniversario della rivoluzione mongola del 1921. Il Tsagaan Sar (Mese Bianco) celebra l'inizio del nuovo anno lunare, con tre giorni di festeggiamenti e cibo, liquori e canti (gennaio o febbraio).
Informazioni varie
Documenti: l'entrata nel Paese è consentita esclusivamente per via aerea o con treno, è proibito entrare nel territorio con qualunque altro mezzo salvo apposita autorizzazione, da richiedere preventivamente alle autorità diplomatiche mongole presenti all'estero. Il visto, obbligatorio e per la cui richiesta occorre esibire passaporto con validità residua di almeno sei mesi, è necessario anche per il solo transito in Mongolia. In caso di reale necessità, è possibile ottenere il visto all'aeroporto di Ulaan Baatar o nelle stazioni ferroviarie al confine con Russia e Cina, pagando relativa tassa. Detta procedura si applica solo in casi eccezionali, le autorità raccomandano di arrivare nel Paese già muniti di visto. Qualora il soggiorno si prolunghi oltre sette giorni dall'arrivo, gli stranieri sono tenuti a registrarsi presso l'Immigration, Naturalization and Foreign Citizens Bureau (EBMONT Erigni Burtghel Medelin Tuv). Alla partenza, la registrazione dovrà essere cancellata presso lo stesso Ufficio. I visitatori che non si trovano nella capitale dovranno registrarsi presso gli uffici di polizia locali.
Rischi sanitari: brucellosi, colera, meningite da meningococco, peste bubbonica.
Trasporti: all'ordine del giorno ritardi e voli cancellati, spesso per le pessime condizioni meteorologiche, la maggioranza dei voli atterra a Ulaan Baatar provenienti da Pechino, Mosca o Berlino. Voli riservati ai viaggi organizzati provengono da Osaka e Seul. Unica alternativa all'aereo è la linea ferroviaria transmongola, che collega Mosca a Pechino.
Paese vasto, scarsamente popolato e dotato di poche infrastrutture, i collegamenti interni dipendono in larga misura dal trasporto aereo. Degli oltre ottanta aeroporti, solo alcuni sono tuttavia dotati di piste d'atterraggio asfaltate, l'orario dei voli varia continuamente, il costo del biglietto per i turisti è più alto di quello pagato dai Mongoli. Il servizio autobus è purtroppo ancora molto limitato, i mezzi sono vecchi, i viaggi lenti e scomodi, gli autisti a volte ubriachi... Non esistono collegamenti per la Mongolia occidentale. Poco più costosi ma più veloci e comodi, i minibus consentono di raggiungere le località più famose. La rete ferroviaria (km. 1.750), tratta della linea transmongola che collega la Russia alla Cina, attraversa il Paese da nord a sud. Le jeep sono l'ideale percorrere gli oltre 47.000 chilometri di strade, di cui solo milleduecento sono asfaltati, e l'unico modo per raggiungere le località più remote, generalmente sono noleggiate con autista o una guida. Le jeep pubbliche offrono il trasporto collettivo.
Moneta: Tugrik (MNT). Un euro corrisponde a 1.478,7 tugrik (al 25 luglio 2006). Le carte di credito sono accettate in alcuni alberghi e presso gli uffici delle compagnie aeree a Ulaan Baatar, ma è pressoché impossibile acquistare con carta di credito al di fuori della capitale. Oltre a travellers' cheques in dollari americani è consigliabile avere sempre a disposizione dollari in contanti (i dollari americani emessi prima del 1988 non sono accettati).
Sistema di misura: sistema metrico decimale.
Orario: otto ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich; sette ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich nelle province occidentali di Bayan-Ölgii, Uvs e Khovd.
Elettricità: 220V, 50Hz.
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