Stati Uniti del Messico
Repubblica federale. Capitale: Città del Messico (8.681.400 abitanti, 21.233.900 abitanti nell'area metropolitana).


Popolazione e religione
La popolazione del Messico, che conta poco più di 106 milioni di abitanti, è costituita per il 60% da meticci di sangue misto indio ed europeo, il 30% da indios, discendenti delle popolazioni autoctone, tra cui Nahua, Maya, Zapotechi, Mixtechi, Totonac e Tarascos o Purépecha, oltre a bianchi per lo più di lontana discendenza spagnola.
Lingua ufficiale è lo spagnolo, che nella versione messicana comprende anche molte parole indie. Circa cinquanta idiomi amerindi, tra cui nàhuatl, maya e mixteco, sono parlati da quasi 5 milioni di persone, il 15% delle quali non conosce la lingua spagnola.
La religione cattolica è professata dal 95% della popolazione, oltre a una minoranza protestante (6%). Il volto meticcio della Vergine di Guadalupe, Regina di tutta l'America, è legame cruciale tra spiritualità cattolica e amerinda. Nella religione degli indios, quasi tutti cristiani, sono presenti in genere anche elementi di credenze più antiche e divinità pagane.


Storia
Abitato già ventimila anni prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo nelle Americhe, tra il 1200 a.C. e il 1521 d.C. i discendenti dei primi abitanti del Messico diedero luce a civiltà splendide e altamente sviluppate, come i Maya e gli Aztechi.
Hernán Cortés
approdò sulle coste messicane con undici navi il 21 aprile 1519, nei pressi dell'odierna Veracruz, accolto amichevolmente dalla popolazione locale. Approfittando della fiducia del popolo azteco, il cui calendario fissava nell'anno 1519 il ritorno del leggendario dio e re Quetzalcóatl dalle terre dell'Est, gli Spagnoli riuscirono a impadronirsi dei territori in brevissimo tempo, grazie anche alle alleanze tra la popolazione india che mal sopportava il dominio degli Aztechi. Il 13 agosto 1521 la resistenza azteca era ormai sconfitta.
L'effetto della colonizzazione spagnola fu disastroso,
sia per il trattamento inflitto dai coloni ai popoli sottomessi, sia per il diffondersi delle malattie portate dagli invasori. La popolazione amerinda, stimata in venticinque milioni di individui prima della colonizzazione, era scesa a poco più di un milione nel 1605.
I secoli dal XVI al XIX furono caratterizzati da lotte per il potere, alimentate da una sorta di regime di segregazione razziale applicato nel Paese.
Al vertice di questo vi erano i peninsulares (o, derisoriamente, gachupines), i coloni nati in Spagna, pochi individui che indipendentemente dall'effettiva condizione sociale in madrepatria, magari umilissima, erano divenuti la classe nobiliare della Nuova Spagna (così era chiamato il Messico).
I criollos, ceto emergente, erano invece i nati in Nuova Spagna da genitori spagnoli. Questi, accumulate molte ricchezze dalle miniere, il commercio, gli allevamenti e le coltivazioni agricole, intorno al XVIII secolo aspiravano a un potere politico proporzionato alla propria forza economica.
Sotto i criollos erano i mestizos, nati dall'unione di coloni spagnoli con schiavi indigeni o africani. Ultimi, al gradino più basso della scala sociale, indios e neri africani.
Quando nel 1808, a seguito dell'occupazione della Spagna da parte di Napoleone Bonaparte, il controllo spagnolo sulla Nuova Spagna venne improvvisamente a mancare, il contrasto tra i peninsulares e i criollos si aggravò ulteriormente. Un parroco criollo, Miguel Hidalgo y Costilla, lanciò il famoso incitamento alla rivolta noto con il nome di Grito de Dolores. Era il 16 settembre 1810. I combattimenti si protrassero in modo sporadico fino al 1821, anno in cui la Spagna concesse l'indipendenza al Messico.
Ebbero così inizio ventidue anni di grande instabilità nel Paese, nel corso dei quali il presidente fu sostituito ben trentasei volte e vaste aree del territorio messicano acquisite dagli Stati Uniti d'America. Nel 1845 il Congresso americano votò l'annessione del Texas, così innescando la guerra tra Messico e gli Stati Uniti.
Al termine del conflitto, con il trattato di Guadalupe Hidalgo (1848) il Messico cede agli Stati Uniti gli odierni Texas, California, Utah, Colorado e buona parte di New Mexico e Arizona.
Gravemente indebitato con Spagna, Gran Bretagna e Francia, nel 1862 il Paese riceve la visita di una forza congiunta che esige il pagamento dei crediti. Guidata da Napoleone III, la Francia si spinge però oltre e avvia la colonizzazione del Messico, così provocando una nuova guerra. È il 1864 quando la Francia occupa Città di Messico e proclama l'impero, offrendone la corona a Massimiliano d'Asburgo, ma il suo regno è di breve durata.
La situazione rimane relativamente stabile negli anni che vedono al potere il dittatore Porfirio Díaz (1876-1911). Fautore di "ordine e progresso", questi porta il Messico nell'era industriale e mantiene lontane quelle guerre civili che per oltre sessant'anni hanno martoriato il Paese, ma a caro prezzo. Opposizione politica ed elezioni libere sono infatti bandite, la stampa e il Paese sono mantenuti sotto stretto controllo da un esercito spietato.
Il regime di Díaz suscita un diffuso malcontento che porta scioperi in tutto il Messico, sfociando infine in un periodo lungo dieci anni caratterizzato dal sostegno popolare di volta in volta spostato da uno all'altro dei vari leader, e in cui i continui tentativi di affermare la pace e costituire un governo stabile sono invariabilmente compromessi da scontri devastanti. Il conflitto principale, che segna tutta la rivoluzione messicana, è quello tra i riformatori liberali e i leader più radicali come Emiliano Zapata, che al grido di battaglia Tierra y Liberdad (Terra e Libertà) combatte affinché la terra delle haciendas sia lasciata ai contadini. È stato stimato che il decennio di violenta guerra civile è costato la vita a un milione e mezzo, due milioni di persone.
Col dopo rivoluzione ha inizio la storia del Messico moderno, le forze politiche si dedicano principalmente allo sviluppo e alla ricostruzione delle infrastrutture del Paese, realizzando scuole nelle aree rurali, strade, impianti idroelettrici e reti di irrigazione, e avviano un processo di riforme e di ridistribuzione delle terre.


Cultura
Nonostante geograficamente parte dell'America Settentrionale, il Messico è compreso sotto i profili culturale e storico nell'area latino-americana, a cui il Paese è accomunato da tratti culturali di base come la lingua e la religione, eredità della lunga dominazione spagnola.
Civiltà autoctone e culture introdotte si sono intrecciate indissolubilmente nel corso dei secoli, ora fondendosi, ora sostituendosi l'una all'altra, come nell'architettura religiosa che mostra le facciate spagnole di molte chiese e palazzi rivestite di stupefacenti piastrelle policrome, manifestazione dell'arte della ceramica dei nativi.
Espressioni dell'arte preispanica soprattutto le sculture in pietra, gli affreschi, i dipinti murali e le ceramiche, il popolo messicano ha sempre mostrato buon talento artistico e una particolare predilezione per i colori vivaci. Il Messico odierno è ricco di murales e di gallerie d'arte antica e contemporanea attrattiva principale per molti turisti, oltre alle tante tradizioni artigianali che svelano la forte creatività messicana.
Dopo la rivoluzione, le arti furono giudicate strumento di forte potenza per alimentare la nascita di un sentimento nazionale, i migliori pittori del Paese come Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros furono così incaricati di realizzare in numerosi edifici pubblici murales ispirati a tematiche storiche e sociali.
Scrittori messicani tra i più famosi sono Carlos Fuentes, Jorge Ibargüengoitia e Octavio Paz, Nobel per la letteratura nel 1990. Juan Rulfo è considerato il massimo romanziere nazionale.


Da visitare
Città del Messico, metropoli più grande della Terra e seconda città più popolata del Pianeta, è una megalopoli caotica, inquinata e cosmopolita estremamente stimolante, con palazzi coloniali, musei di fama mondiale, aree verdi ma anche immense baraccopoli. Centro della città è la Plaza de la Constitución, nota più comunemente come lo Zócalo, lastricata con pietre dei templi e dei palazzi dell'antica città azteca Tenochtitlán, sulle cui rovine Città del Messico sorge. Intorno sono il Palacio Nacional, con gli uffici del presidente, un museo e i murales di Diego Rivera narranti la storia del Paese; la Catedral Metropolitana, eretta sul Tzompantli (Muro dei teschi), una sorta di altare su cui erano posate le teste delle vittime sacrificali; i ruderi del Templo Mayor, principale tempio azteco della città e straordinario museo. Altri punti di interesse sono l'Alameda, parco ricco di verde, le cui strade limitrofe ospitano case coloniali, grattacieli, animati caffè, ristoranti, negozi e mercati; il Bosque de Chapultepec, il parco più grande della città, con musei, parchi divertimenti e la residenza ufficiale del presidente. E, ancora, la Basilica de Guadalupe, la Piramide di Cuicuilco, le case coloniali di San Ángel, i canali di Xochimilco.
Nei dintorni di Città del Messico sono le rovine di Teotihuacán, capitale della prima grande civiltà del Messico, con il Viale dei Morti, la Piramide del Sole, la Piramide della Luna e il Palazzo del Quetzal Farfalla; Tula, probabile capitale della civiltà tolteca, nota per le stupefacenti statue in pietra raffiguranti dei guerrieri, alte quattro metri; la città di Taxco, dell'epoca coloniale e dichiarata monumento nazionale, una tra le località più pittoresche e gradevoli di tutto il Paese, saldamente radicata su un ripido pendio, con strade acciottolate strette e sinuose, edifici affascinanti, piazze incantevoli.
Baja California, dall'entroterra aspro e pressoché deserto ideale da sempre per nascondersi al Mondo, ha spiagge di sabbia bianca magnifiche, baie tranquille e imponenti scogliere. Molto interessanti il villaggio San Borja, la Sierra de San Francisco vicino San Ignacio, altopiano vulcanico con siti di straordinaria arte rupestre e proclamato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, la meravigliosa Sierra de la Laguna, dalla natura incredibile e vero paradiso per gli appassionati di escursioni a piedi.
Straordinariamente suggestivo è il viaggio in treno da Los Mochis a Chihuahua, uno dei più panoramici del Paese, che attraversa ottantotto gallerie e supera trentotto ponti tra i canyon della Sierra Tarahumara, passando sotto picchi torreggianti. Indescrivibile il Canyon del Rame, più profondo e più grandioso del Grand Canyon americano.
La pittoresca città di Puerto Vallarta, dalle strade di ciottoli e case imbiancati a calce, ha spiagge di sabbia bianchissima orlate da palme, bar e ristoranti molto animati, oltre a gallerie d'arte e negozi d'artigianato. Nella baia, immensa dalle acque azzurre, ci sono i delfini durante tutto l'anno, le balene grigie e i globicefali da febbraio al mese di aprile.
Guadalajara, dalla cultura vivace, bei musei, ricche gallerie d'arte e un'eccitante vita notturna, oltre ad ottimi alberghi e ristoranti, è una città luminosa, moderna e ben organizzata, non inquinata. Tra le caratteristiche di maggiore interesse, l'imponente cattedrale dai campanili gemelli e le incantevoli piazze adiacenti, la Plazuela de los Mariachis dove gruppi di musicisti suonano a ogni ora del giorno e della notte, l'Instituto Cultural de Cabañas, le degustazioni gratuite offerte nelle visite all'impianto di imbottigliamento della Tequila Sauza.
Acapulco,
sulla costa del Pacifico, è la più vecchia e più famosa località turistica del Messico. Città in rapida crescita, è contraddistinta da hotel alti come grattacieli, centri commerciali avveniristici e i ristoranti con menu trilingue, che nascondono un agglomerato fatto di magazzini di autoricambi, fiumi inquinati e appartamenti sovraffollati, ma anche da numerose e attrezzatissime spiagge dove praticare tutti gli sport d'acqua. Da non perdere i tuffatori di La Quebrada, le magnifiche vedute della baia di Acapulco lungo la strada per Puerto Marqués, il santuario sottomarino con la statua in bronzo della Virgen de Guadalupe, poggiata sul fondale.
Dalle caratteristiche strade strette, la città di Oaxaca è rilassata ma vivace, remota ma cosmopolita. Di rilievo la ricca produzione artigianale, irrinunciabile l'ambiente accogliente e simpatico dei caffè. Nella zona circostante e mete ideali per gite di un giorno, vi sono diversi luoghi interessanti, tra cui la rovine di Monte Albán, Mitla, Yagul e Cuilapan.
La penisola dello Yucatán, sorprendente varia, offre l'opportunità di visitare siti archeologici di grande atmosfera, città coloniali, stazioni balneari, magnifiche spiagge di sabbia bianca, tranquilli tratti di costa popolati da uccelli tropicali. Imponenti i siti maya vicino Mérida a Uxmal e a Chichén Itzá.
Infine Santa Rosalía, con le interessanti rovine dei vasti impianti di estrazione del rame. Meravigliose, le spiagge lungo la costa dello Yucatán, tra Cancún e Tulum, tra le più belle del Pianeta e i ruderi maya di Xcaret. La spettacolare cascata di Basaseachic, seconda del Mondo per altezza (m. 245) dopo il Santo Angel in Venezuela. Palenque, magnifica, circondata dalla giungla lussureggiante, con piazze, costruzioni imponenti e decorazioni maya di squisita fattura.


Ambiente e clima
Con una superficie grande quasi due milioni di chilometri quadrati, confinante con gli Stati Uniti a nord e con Guatemala e Belize a sud-est, il Messico è un Paese montagnoso caratterizzato da due catene che, allungate da nord a sud, racchiudono un gruppo di vasti altipiani centrali, l'Altiplano Central.
La costa del Pacifico comprende una stretta distesa di pianure, dall'Istmo di Tehuantepec verso sud, fino al Guatemala. Dietro queste sono gli altipiani del Chiapas, con la foresta tropicale che penetra sino nei territori guatemaltechi settentrionali. La Penisola dello Yucatán, piatta e bassa, è contraddistinta dalla savana tropicale fino alla sua estremità, dove una zona arida simile al deserto si sostituisce alla vegetazione.
Esteso dalle regioni temperate a quelle tropicali, il Messico concentra un'ampissima varietà di ambienti naturali e tipologie di vegetazione, oltre ai numerosi microclimi influenzati dalla presenza delle catene montuose.
L'impatto umano ha tuttavia devastato ampie aree del Paese, annullandone l'enorme biodiversità. Le foreste, che al tempo della conquista spagnola coprivano circa due terzi del territorio, ora ne occupano solo un quinto, principalmente nel sud e nell'est. L'allevamento dei bovini ha costretto animali come puma, cervi e coyote in piccole zone isolate. Ancora diffusi i conigli, gli armadilli e i serpenti, in alcune aree delle foreste tropicali vivono ancora scimmie urlatrici e scimmie ragno, giaguari, ocelot, formichieri, tapiri e pecari, oltre a cervi, are macao, pappagalli e tucani e rettili tropicali come il boa constrictor, ma l'uomo sta progressivamente distruggendo anche l'habitat di questi animali.
Il clima del Messico varia con la conformazione del territorio, caldo umido nelle pianure costiere di entrambi i versanti del Paese, è molto più secco e temperato nei territori interni e ad altitudini più elevate, come a Città del Messico e Guadalajara. La calda stagione delle piogge dura da maggio a ottobre, concentrata in genere, in buona parte del Paese, tra giugno e settembre. Le basse zone costiere registrano maggiori piogge e temperature più alte rispetto alle regioni dell'interno, invece più elevate. I mesi generalmente più freschi dell'anno vanno da dicembre a febbraio, quando i venti del nord rendono più freddo l'interno del Messico settentrionale, con temperature che possono talvolta avvicinarsi allo zero.


Cucina
(ideabox.it sostiene la scelta vegetariana/vegana, non si riconosce quindi in un’alimentazione che prevede l’uso di prodotti di origine animale.)
Dai gusti intensi e vari e dalla gran varietà di spezie, la cucina messicana ruota attorno a tre cibi nazionali: tortillas, frijoles (fagioli) e chiles (peperoni piccanti).
Le tortillas, una sorta di schiacciate sottili e rotonde, sono ottenute dal granturco pressato o dall'impasto di farina di grano, poi cotte sulla piastra. Utilizzate in sostituzione del pane o come contenitore dei più incredibili accostamenti di cibi, a seconda della preparazione prendono nome di tacos, burritos, quesadillas, enchiladas, tostadas, chimichangas. I frijoles possono essere bolliti, fritti o stufati e serviti in minestra, con le tortillas o in qualsiasi altro modo. Disponibili in decine di varietà differenti, i chiles sono consumati in centinaia di modi diversi. Alcune qualità sono sempre molto piccanti, ad esempio l'habanero e il serrano, altre invece, come il poblano, possono essere più o meno forti a seconda della regione di raccolta. La salsa guacamole è un delicato condimento a base di avocado. Dalla fusione tra la cucina statunitense e quella messicana è nata la popolare cucina Tex-Mex.
Tra le bevande tipiche, i jugos (succhi di frutta fresca) offerti dalle bancarelle per le strade nelle più diverse varietà, e quelle alcoliche, tra cui il mezcal e la tequila, derivata dalla pianta dell'agave. Il pulque, moderatamente alcolico, viene estratto direttamente dalla linfa del maguey, una pianta con foglie lunghe e spesse che spuntano dal terreno.


Attività
Le opportunità offerte dal Messico sono svariate: trekking lungo i sentieri nel Canyon del Rame e nella Baja California; snorkelling e immersioni subacque nella penisola dello Yucatán, nella Baja California e in altre località turistiche sull'Oceano Pacifico; surf presso la Baja California, Bahía da Matanchén, Ixtapa e Puerto Escondido; trattamenti nei balnearios, centri attrezzati con piscina situati nell'entroterra, spesso nei pressi di sorgenti termali; escursioni e arrampicate sui tanti vulcani del Paese.
Il Carnaval ha luogo tra fine febbraio e i primi di marzo, nella settimana che precede il Mercoledì delle Ceneri. A marzo, piazze, palazzi e teatri di tutta Città del Messico divengono sfondo al Festival del Centro Histórico, tre settimane di musica classica e popolare, balletti ed eventi culturali. La Semana Santa (Settimana Santa) ha inizio la Domenica delle Palme e i negozi solitamente chiudono dal Venerdì Santo alla Domenica di Pasqua. Col Cinco de Mayo (5 maggio) è celebrato l'anniversario della vittoria del Messico contro i Francesi, nel 1862, mentre il Día de la Independencia commemora l'inizio della guerra per l'indipendenza del Messico dalla Spagna (16 settembre). Il 12 dicembre è invece il Giorno di Nostra Signora di Guadalupe, la più importante figura religiosa e la patrona del Paese, celebrata con musiche e danze. La festa più caratteristica del Messico è tuttavia il Día de los Muertos, il Giorno dei Morti celebrato il 2 novembre, in occasione del quale nelle case sono allestiti altarini per commerare i cari deceduti e fatta visita alle tombe recando ghirlande di fiori, doni e cibi, così da creare un contatto spirituale con i propri defunti. Propri della festività i dolci tipici a forma di scheletro umano, in vendita in tutti i mercati.


Informazioni varie
Documenti: l'entrata di turisti italiani nel Paese non è subordinata al visto, è sufficiente la tarjeta de turista (carta turistica) che, compilata in aereo o richiesta alla frontiera, è rilasciata senza difficoltà dal governo messicano e consente il soggiorno sino a novanta giorni. La carta turistica deve accompagnare il visitatore nel corso dell'intera permanenza, sino all'uscita dal Paese. Per permanenze di maggiore durata è necessario richiedere un'estensione in loco, concessa a discrezione del funzionario preposto per un soggiorno massimo complessivo di centottanta giorni. La carta turistica non è necessaria per visite di durata inferiore a settantadue ore dagli Stati Uniti a città messicane sul confine. Norme particolari regolano l'entrata nel Paese di minorenni non accompagnati da entrambi i genitori.
Rischi sanitari: colera, dengue, epatite, malaria, poliomielite, rabbia, tetano, febbre tifoide. L'inquinamento atmosferico a Città del Messico è particolarmente grave da dicembre al mese di maggio.
Trasporti: il Messico è comodamente raggiungibile grazie ai collegamenti aerei, di costo relativamente contenuto, con Stati Uniti, Canada, Caraibi e gli altri paesi dell'America Latina. L'entrata nel Paese è possibile anche via terra, da Stati Uniti (venti valichi di confine ufficiali), Guatemala (tre valichi di confine oltre a due itinerari avventurosi e poco conosciuti, che attraversano la giungla con autobus e imbarcazioni fluviali) e Belize (un valico stradale di frontiera).
Gli spostamenti interni con aereo sono abbastanza economici, le società più piccole non assicurano tuttavia orari molto regolari. Mezzo di trasporto molto diffuso è l'autobus, grazie anche alla fitta rete di collegamenti. Quelli a lunga percorrenza sono abbastanza confortevoli, con aria condizionata e veloci, le linee minori nelle aree rurali sono invece servite da veicoli generalmente malridotti. I minibus usati per i collegamenti locali sono chiamati combi, colectivos oppure peseros. I treni, alcuni confortevoli altri invece decisamente pericolosi, sono in genere più economici degli autobus. Valida alternativa al servizio pubblico è il noleggio di un auto, così da visitare anche le località fuori mano. A Città del Messico il traffico cittadino è soggetto a limitazioni, tese a contenere l'inquinamento dell'aria. Traghetti per autoveicoli e passeggeri collegano La Baja California al resto del Paese, oltre a traghetti diretti alle isole caraibiche di Isla Mujeres e Cozumel.
Moneta: Peso (MXN). Un euro corrisponde a 13,861 peso (al 29 luglio 2006). I travellers' cheques, preferibilmente in valuta statunitense come pure i contanti, possono essere cambiati presso le banche e nelle casas de cambio. Le carte di credito dei principali circuiti sono accettate da linee aeree, agenzie di autonoleggio e dagli hotel e ristoranti più costosi. Nelle zone turistiche più importanti, come Acapulco, Cancun e Cozumel, è spesso possibile pagare il conto di alberghi e ristoranti direttamente in dollari. Nel Paese il simbolo del dollaro ($) è utilizzato per indicare i pesos, mentre i dollari americani sono identificati con il simbolo US$ oppure USD. È abbastanza comune contrattare il prezzo nei mercati e con i conducenti di taxi privi di tassametro.
Sistema di misura: sistema metrico decimale.
Orario: gran parte del Messico è compreso nel fuso orario denominato Central Standard Time (sei ore indietro rispetto al meridiano di Greenwich). La Baja California Sur e diversi altri Stati del nord-ovest del Paese sono nel fuso orario Mountain Standard Time (sette ore indietro rispetto al meridiano di Greenwich), mentre la Baja California Norte si trova nel fuso orario del Pacific Standard Time (otto ore indietro rispetto al meridiano di Greenwich).
Elettricità: 110V, 60Hz.

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