Martinique
Dipartimento d'oltremare della Francia. Capitale: Fort-de-France (96.400 abitanti, 170.300 abitanti nell'area metropolitana).
Popolazione e religione
La Martinica è abitata da circa 430 mila abitanti, di cui il 90% di origine africana o meticci (Africani, Europei, Indiani), 5% Francesi, 4% Indiani orientali e Cinesi.
Il francese è la lingua ufficiale, ma tutti o quasi parlano anche il creolo, idioma derivato dal dialetto dei primi coloni e con elementi delle lingue parlate dagli schiavi africani.
La maggioranza della popolazione professa la religione cattolica (95%), oltre alle religioni avventista del settimo giorno, induista, ebraica, animista.
Storia
Abitata dai Caribi, che chiamavano l'Isola Madinina (Isola dei Fiori), Cristoforo Colombo approdò in Martinica nel 1502, anno della seconda spedizione verso il Nuovo Mondo. Solo dopo trent'anni, dalla costa nordoccidentale, fecero la loro comparsa i primi coloni francesi, guidati da Pierre Belain d'Esnambuc. Questi costruirono un piccolo fortino (1635) e fondarono un insediamento, che sarebbe diventato la prima capitale, Saint-Pierre. L'anno successivo, il re francese Luigi XIII decretava con un trattato lo sfruttamento di schiavi nelle Antille francesi.
Colonizzato rapidamente il territorio, nel 1640 i Francesi avevano esteso il proprio dominio anche a sud di Fort-de-France, costruendo un fortificazione sull'altura prospiciente il porto. Per l'abbattimento continuato delle foreste così da dare ulteriore e nuovo spazio alle piantagioni di zucchero, i conflitti con le tribù caraibiche sfociarono ben presto in guerra vera e propria, che si concluse con l'espulsione forzata degli indigeni sopravvissuti (1660).
Per gran parte del periodo compreso tra il 1794 e il 1815, l'Isola fu sotto il controllo Inglese, evitando così di fatto di essere coinvolta nella sanguinosa Rivoluzione Francese. L'Isola fu restituita alla Francia nel 1815, a guerre napoleoniche concluse.
Il periodo d'oro della canna da zucchero non tarda ad esaurirsi. Con la diminuzione della propria ricchezza, gli aristocratici latifondisti perdono gran parte del peso politico, mentre prende consistenza il movimento abolizionista guidato da Victor Schoelcher. Questi, ministro francese responsabile dei possedimenti d'oltreoceano, convince il governo provvisorio a firmare il Proclama di Emancipazione, nel 1848, ponendo così fine alla schiavitù nelle Antille francesi.
Nel 1902, la capitale Saint-Pierre viene completamente distrutta dall'eruzione del vulcano Mont Pelée, ancora oggi attivo. Dei trentamila abitanti della città si salva un solo uomo, che miracolosamente sopravvive a una forza devastante pari a quaranta bombe atomiche. La capitale è trasferita permanentemente a Fort-de-France.
Divenuta un dipartimento d'oltreoceano della Francia (1946), con statuto simile a quello dei dipartimenti metropolitani, nel 1974 la Martinica è ulteriormente assimilata alla madrepatria, diventando una regione della Francia. Propositi autonomisti sono tuttavia sempre attuali.
Cultura
Nonostante la pervasiva influenza francese, le tradizioni creole dominano la musica, la lingua e i costumi locali della Martinica.
Degli anni Trenta è il biguine - o beguine -, una musica ballabile afro-francese dal ritmo simile al bolero. Più recente lo zouk, basato sul biguine e su altre forme folkloristiche locali, diffusosi in Europa e nei Caraibi francesi.
Lingua ufficiale il francese, la maggior parte dei Martinicani parla tuttavia anche il creolo, che deriva dal dialetto dei primi coloni e contiene elementi degli idiomi degli schiavi africani.
Il movimento letterario e filosofico conosciuto come Négritude emerge, negli anni Trenta, grazie alle opere del Martinicano Aimé Césaire, poeta e primo cittadino di Fort-de-France. La Négritude promuove i valori della cultura nera e riafferma i legami con le tradizioni africane, soffocate dal colonialismo francese.
Da visitare
Fort-de-France è la città più grande e cosmopolita delle Antille francesi. Incorniciata da uno splendido paesaggio naturale, ai margini della Baie des Flamands sullo sfondo dei Pitons du Carbet, la città offre sia l'atmosfera tipica delle strade secondarie di Parigi che quella peculiare dei Caraibi. Centro della città è La Savane, l'ampio parco caratterizzato da fontane e palme e in cui talvolta sono tenuti concerti all'aperto. Di grande fascino gli edifici cittadini, come la Bibliothèque Schoelcher, dalla cupola bizantineggiante; la Cathédrale di Saint-Louis, con le pregevoli vetrate istoriate; il Palais de Justice, un tribunale neoclassico del 1906 simile a una stazione ferroviaria francese; il Musée Départemental d'Archéologie, che espone oggetti del passato amerindio dell'Isola. Poco distante dalla capitale è la chiesa di Balata, una riproduzione più piccola della Basilica del Sacré Coeur di Parigi.
Un tempo la Piccola Parigi delle Antille ed ex capitale della Martinica, la città di Saint-Pierre, distrutta circa un secolo fa dal vicino vulcano tuttora attivo e subito ricostruita, vive nel ricordo del proprio passato cosmopolita. Il Musée Vulcanologique espone alcuni interessanti reperti risalenti all'eruzione, istruttiva è la visita alle rovine del vecchio teatro. Il Musée Paul Gauguin offre l'opportunità di ammirare oggetti, lettere e riproduzioni delle opere del grande pittore, tra cui Bord de Mer I e L'Anse Turin - avec les raisiniers, dipinti sulla vicina spiaggia nei cinque mesi della sua permanenza sull'Isola (1887).
La Route de la Trace, sulle montagne a nord di Fort-de-France, segue una pista tracciata dai Gesuiti nel XVII secolo. Questa attraversa una foresta pluviale composta da alte felci, colline ricoperte di anturi e fitte macchie di bambù, per poi risalire il fianco orientale dei picchi vulcanici dei Pitons du Carbet.
Les Salines, che prende nome dal grande lago salato lì vicino - Étang des Salines -, è considerata la migliore spiaggia della Martinica, è infatti quasi sempre soleggiata anche quando altre parti dell'Isola restano in ombra. Nonostante attiri, per questa sua caratteristica, moltissimi turisti è sufficientemente ampia da non risultare affollata. È importante prestare attenzione agli alberi di mancinella perché velenosi, si trovano soprattutto all'estremità sudorientale della spiaggia e generalmente sono segnalati con vernice rossa.
E, ancora, Sainte-Marie dove visitare il Musée du Rhum, e Fond Saint-Jacques, sito di un antico monastero domenicano e di una piantagione risalente al 1660. La splendida spiaggia dalla sabbia nera di Anse Céron, situata in una zona selvaggia molto simile a una giungla. Grand Rivière, un villaggio di pescatori rimasto praticamente intatto e sovrastato dalle alte scogliere.
Ambiente e clima
Bagnata dal Mar dei Caraibi e dall'Oceano Atlantico, la Martinica è una minuscola isola nei Caraibi orientali tra Dominica e S. Lucia, rispettivamente a nord e sud. Il territorio è caratterizzato da colline, altipiani e montagne. Il centro è dominato dalla spettacolare catena montuosa Pitons du Carbet (m. 1.207), all'estremità settentrionale dell'Isola è il Mont Pelée, un vulcano attivo e punto più alto dell'Isola (m. 1.397).
La Martinica è ricca di fiori e la vegetazione varia al mutare dell'altitudine e delle precipitazioni. Le lussureggianti foreste pluviali nascondono, nella parte settentrionale dell'Isola, i pendii delle montagne dell'interno con piante rampicanti e alberi dal legno pregiato come palissandro, mogano, robinie e alberi della gomma e, ancora, felci e canneti di bambù. La zona meridionale è invece più secca e caratterizzata da una vegetazione più simile alla savana, fatta di cactus, balsami, frangipani, campecci e cespugli di acacia.
Sull'Isola vivono lucertole, manguste, serpenti velenosi e opossum, oltre a diverse specie di uccelli, tra cui la cinclocerzia della Martinica, la cinclocerzia dal petto bianco e il mimo dal petto bianco tutti a rischio di estinzione.
La Martinica ha un clima caldo e soleggiato tutto l'anno, le temperature medie oscillano tra 21°C e 28°C a prescindere dal mese. L'umidità media è relativamente alta, dall'80% di marzo e aprile all'87% dei mesi di ottobre e novembre. Nel mese più secco, aprile, piove in media tredici giorni, a settembre invece quasi il doppio ed è il mese più piovoso. Più fresche e piovose le regioni montagnose interne del Nord.
Cucina
(ideabox.it sostiene la scelta vegetariana/vegana, non si riconosce quindi in un’alimentazione che prevede l’uso di prodotti di origine animale.)
I ristoranti dell'Isola sono, per la maggior parte, specializzati in cucina creola o francese, con particolare attenzione ai piatti di pesce. I più richiesti sono di conch (strombo), pesce ballerino rosso, astice e aragosta. Quasi tutta di produzione locale, la frutta e i diversi prodotti agricoli fanno bella mostra di sé nei negozi, compresa una varietà di ananas particolarmente dolce.
I rum dell'Isola, elementi fondamentali della storia e della cultura martinicana, sono generalmente preferiti alla birra prodotta localmente, la Lorrain. Originali della Martinica, il ti-punch, aperitivo preparato con rum bianco, succo di canna da zucchero e una fetta di limone, e il planteur punch, un cocktail di rum caldo e succo di frutta.
Attività
L'Isola offre l'opportunità di praticare numerose attività, come le escursioni sugli altipiani e nella foresta dei Pitons du Carbet, nuotare od oziare sulle spiagge di sabbia bianca o scura, immersioni subacque, anche per principianti nelle acque calme di Grand Anse, e snorkelling, i punti migliori sono a Grand Anse e Sainte-Anne e lungo la costa che va da Saint-Pierre ad Anse Céron.
L'esuberante Carnevale del Mardi Gras riempie le strade, nei cinque giorni che precedono il Mercoledì delle Ceneri, dei partecipanti alla grande festa, che sfilano in costume, ballano e bevono rum. L'8 di maggio, a Saint-Pierre, viene ricordata l'eruzione del Mont Pelée: è suonata musica jazz dal vivo e si svolge una processione di ceri, che parte dalla cattedrale. Sull'Isola, hanno inoltre luogo importanti manifestazioni sportive come il Tour des Yoles Rondes, una regata di barche a vela tradizionali (primi di agosto, dura una settimana); il Tour de la Martinique, corsa ciclistica a tappe (metà luglio); la mezza-maratona nei pressi di Fort-de-France (novembre). Il Martinique Jazz Festival dura una settimana e si tiene a dicembre ma solo negli anni dispari, a differenza del Festival di Chitarra, che invece si rinnova ogni anno pari. Il 22 maggio è festeggiata l'abolizione della schiavitù, il 14 luglio la presa della Bastiglia, a novembre l'anniversario dell'armistizio.
Informazioni varie
Documenti: ai cittadini italiani non è richiesto il visto per permanenze limitate a tre mesi, permanenze di lunghezza maggiore sono invece subordinate alla domanda di permesso di soggiorno presso la Prefettura locale. Al visitatore in entrata può essere chiesto di esibire il biglietto aereo di andata e ritorno o di proseguimento, di indicare l'hotel nel quale intende risiedere e, talvolta, di dimostrare di essere in possesso di mezzi economici sufficienti per il soggiorno. Il possedere una carta di credito di uno dei circuiti principali è una garanzia sufficiente.
Rischi sanitari: diarrea e parassiti intestinali; la bilharziosi può essere presente nei corsi di acqua dolce.
Trasporti: la Francia ha i migliori collegamenti con la Martinica, con voli giornalieri da Parigi; ugualmente facile raggiungere l'Isola dagli Stati Uniti. Buoni i collegamenti aerei tra i Paesi caraibici. La Martinica è inoltre raggiungibile via mare, dalla Francia con navi cargo/passeggeri, con i traghetti, che collegano l'Isola con Guadalupa, Dominica e S. Lucia, con navi da crociera e barche da diporto. Il modo migliore per spostarsi nell'interno è a bordo di un'auto noleggiata. Le agenzie che offrono il servizio di autonoleggio all'aeroporto sono diverse, ma occorre prestare attenzione, molte propongono infatti una tariffa che prevede un costo supplementare per ogni chilometro percorso. Possibile noleggiare anche motociclette. Il servizio pubblico può risultare una valida ed economica alternativa ed è effettuato da autobus chiamati taxi collectifs. I normali taxi, invece, risultano sì più comodi ma notevolmente più costosi. Un paio di traghetti regolari (vedettes) collegano la principale zona turistica di Pointe du Bout a Fort-de-France.
Moneta: Euro (EUR). Gli alberghi, i ristoranti più grandi e le agenzie di autonoleggio accettano carte Visa (Carte Bleue) e MasterCard (Eurocard). Negli altri casi, è necessario pagare in contanti. Come in Francia, tasse e servizio sono inclusi nelle tariffe degli alberghi, le mance generalmente già comprese nel conto del ristorante.
Sistema di misura: sistema metrico decimale.
Orario: quattro ore indietro rispetto al meridiano di Greenwich.
Elettricità: 220V, 50Hz.
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