Nippon
Monarchia costituzionale. Capitale Tokyo, più di 31 milioni abitanti nell’area metropolitana, un quarto dell’intera popolazione giapponese, che occupa un territorio insulare di 337.800 kmq. Uno dei pochi Paesi ad inflazione negativa e un tasso annuale di crescita del prodotto interno lordo vicino al 3%, grazie alla produzione ad alta tecnologia.
Popolazione e religione
Poiché il territorio dell’attuale Giappone era anticamente legato con il continente asiatico, i primi abitanti furono senz’altro popoli nomadi che si spostavano per caccia e pesca dalla Corea e dalla Siberia e a cui si unirono genti delle isole polinesiane. I tratti somatici dei Giapponesi moderni riprendono quelli di queste popolazioni. Apporti diversi nella razza giapponese si riscontrano anche nella lingua e negli elementi della cultura più antica. La lingua giapponese appartiene alla famiglia altaica, ma presenta numerosi fonemi e semantica degli idiomi dei Mari del Sud. Misteriosa è la provenienza degli Ainu. Molto probabilmente i loro antenati arrivarono 20.000 anni fa e furono tra i primi ad abitare l’arcipelago, ma sicuramente non solo da essi discese il popolo giapponese. Hanno caratteristiche completamente diverse da quelle della popolazione giapponese attuale e furono nel tempo confinati in riserve a Nord nell’Isola di Hokkaido.
Oggi il 99% degli abitanti sono Giapponesi e comprendono anche gli indigeni Ainu, il rimanente 1% è costituito da Coreani, Cinesi, Brasiliani, Filippini ed altre etnie. La lingua ufficiale è di conseguenza il giapponese, le religioni prevalenti shintoista e buddista, altre religioni 15% di cui lo 0,7% è cristiana.
Storia e cultura
Diamo qui solo alcune tracce della storia e cultura giapponese antica sino al XIX secolo. Troppa ampia è la storia, specialmente quella del 1900.
Le prime indicazioni storiche del Giappone ci vengono dall’osservazione dei manufatti in ceramica ritrovati ed appartenenti ad epoche diverse. Si distingue: un periodo detto Jomon (4500 a.C. - 250 a.C.) ?disegno a corda? dalle ceramiche decorate con un motivo a corda, caratterizzato da popolazioni stanziali, vivevano in capanne semisotteranee e usavano utensili in osso e pietra.
Il periodo Yayoi (250 a.C. - 250 d.C.) o dei popoli a cavallo, provenienti molto probabilmente dalla Mongolia, che conoscevano a fondo l’agricoltura e iniziarono la coltivazione del riso mediante irrigazione.
La ceramica Yayoi era di qualità superiore perché fatta al tornio e prodotta in diverse forme e misure. Questi nuovi abitanti del Giappone vivevano in capanne dal pavimento di terra, con una struttura di travi e pilastri di legno ricoperta di paglia, raggruppate in villaggi nei fondovalle o nelle pianure dove era possibile l’irrigazione. Questa nuova popolazione portò con sé il cavallo e la mucca, ma soprattutto utensili per il lavoro agricolo. Usavano inumare i propri morti in necropoli, deposti in urne di pietra o di terraglia. La cultura Yayoi partì dalla parte settentrionale del Kyushu fino ad arrivare oltre la pianura del Kanto, si sovrappose agli abitanti Jomon e si fuse con essi. Dai rinvenimenti archeologici di oggetti fusi in bronzo si desume il continuo contatto di queste popolazioni con Cinesi (dinastia cinese Han 202 a.C.- 9 d.C.). Successivamente iniziarono essi stessi a lavorare oggetti di bronzo come le grandi campane (dotaku) e le sottili armi (doboko) da cerimonia.
Periodo Yamato (250 d.C. - 710 d.C.), nel quale membri della tribù Yayoi che dominava sulla pianura Yamato, un’area altamente progredita all’estremità orientale del Mare Interno, cominciarono ad erigere imponenti monumenti funerei, kofun, di massa superiore a quella delle piramidi d’Egitto: la tomba di Nintoku, la più grande, è lunga circa 470 metri e alta più di trenta. Queste tombe, che contenevano corredi funerari di grande varietà e ricchezza, testimoniano il culto degli antenati e venivano costruite in diverse forme. All’esterno della tomba, venivano collocati cilindri di ceramica sormontati da figure, haniwa, che ci danno ora un’idea sul loro modo di vivere, si vestivano con tessuti imbottiti, tipici dei cavalieri nomadi, con corazze ed elmi, lunghe spade ed archi, cavalli bardati e con staffe. La costruzione di queste tombe continuò fino al VII secolo, quando venne abbandonata a favore della cremazione buddista. La diffusione dell’uso del ferro portò progresso nella fabbricazione di utensili per la coltivazione e di armi. La lavorazione della ceramica, cotta a più alte temperature e di colore bluastro, si perfezionò ulteriormente. Si differenziarono due classi: i nobili al potere e una classe contadina che lavorava i campi. È durante il periodo Yamato che, nel 300 d.C. con conquiste ed alleanze, si riunirono in un’unica nazione i vari territori. All’inizio di questo periodo veniva praticata il culto del sole e dal VI secolo venne introdotto dalla Cina il Buddismo, che divenne la religione di stato, ma in continuo contrasto con il Shintoismo, che presentava le proprie divinità come manifestazioni del Budda.
Formato un impero stabile la classe nobile si dedicò allo studio, la scrittura fu introdotta nel 400-500 d.C. mentre le più antiche opere di carattere storico vennero messe per iscritto soltanto nel 700, ma vi erano già cronache cinesi compilate prima del 297 d.C. in cui si parla del paese Yamatai, governato dalla regina Himiko.
A corte i membri dei Fujiwara, una famiglia nobile ma corrotta, occupavano posizioni importanti, ma erano in continuo contrasto con i governatori delle varie province. Iniziò quindi il potere dei samurai, la ?classe dei guerrieri?, che difesero la loro autonomia, entrando in conflitto con la capitale Heian (l’odierna Kyoto). Il clan dei Taira soppiantò la famiglia Fujiwara ma fu a sua volta spodestato dai Minamoto nel 1185. Dopo aver assunto il ruolo di shogun (capo militare), Minamoto Yoritomo stabilì il proprio quartier generale a Kamakura, mentre a Kyoto l’imperatore mantenne la carica di sovrano. Ciò segnò l’inizio di un lungo periodo di dominio feudale da parte delle famiglie samurai successive, che terminò solo nel 1868, con la restaurazione del potere imperiale di Meiji, che riassunse il controllo degli affari di Stato, avviando il Paese verso l’occidentalizzazione e l’industrializzazione. Nel 1889 il Giappone redasse una legge costituzionale basata sulla coscienza nazionale e sul ritorno ai valori tradizionali.
Abbiamo dato cenni sulla arte della ceramica nel passato, ma bisogna non dimenticare la forte influenza culturale della Cina e della Corea. Comunque esiste un’estetica giapponese particolare, che va dal disadorno delle case, dei giardini e delle composizioni floreali alla vasta fantasia nella costruzione di santuari scintoisti, di templi buddisti e di elaborati castelli.
Teatro, kabuki e no, la musica gaguku, la letteratura prodotta principalmente da donne, la poesia hiuku ci riportano nelle arti classiche giapponesi, tuttora praticate alle quali si affiancano produzioni contemporanee specialmente nel campo della caricatura e del fumetto e dei gruppi punk femminili.
Da visitare
Tokyo è il modello del successo industriale ed economico del Giappone: strade sopraelevate, grattacieli, traffico intenso nel centro, nella periferia comunque si sono salvati minuscoli negozi e tanti ristoranti aperti tutta la notte.
Non saranno i monumenti che vi faranno ricordare Tokyo, ma lo Ueno-koen Park, a nord del centro, dove troverete alcuni dei musei e delle gallerie più interessanti del Giappone: il Tokyo National Museum che custodisce la più grande collezione mondiale di arte giapponese; il National Science Museum un vasto complesso di carattere scientifico e lo Shitamachi History Museum che ospita la riproduzione dei quartieri popolari della Tokyo antica e anche il Senso-ji Temple, che è il luogo di culto buddista più animato di tutto il Giappone. Subito fuori dall’aeroporto potete vedere lo Skydome la pista artificiale di sci, montagne e valli di neve ghiacciata che offrono la possibilità di sciare in piena estate.
Nel quartiere di Shibuya c’è una concentrazione di love hotels adatti ai gusti più disparati. Benché diano molta importanza alla discrezione, questi alberghi non sono frequentati esclusivamente dalle coppie clandestine o da clienti con gusti particolari, ma anche da coppie sposate che a casa non hanno uno spazio riservato alla loro intimità.
Kyoto ricoprì il ruolo di capitale imperiale tra il 794 e il 1868 ed è ancora oggi il principale centro culturale del Giappone. È ancora possibile vedere giardini con i ciottoli rastrellati, scorgere il sinuoso profilo del tetto di un tempio e incontrare le geisha moderne così care agli occidentali a caccia di cliché. Il Palazzo Imperiale è una delle poche mete turistiche situate in centro. Particolare il quartiere di Higashiyama, con i suoi bei templi: il Sanjusangen-do Temple, che ospita 1001 statue di Kannon dalle Mille Braccia, la dea buddista della misericordia, il Kinkaku-ji Temple, ricoperto di foglie d’oro. Da vedere il Castello di Himeji-jo, raggiungibile da Kyoto con un’escursione di un giorno, è il più bel castello giapponese ancora esistente.
Hiroshima: non perdete l’esperienza profonda della visita alla città distrutta dalla prima bomba atomica. Visitate il Museo che raccoglie, foto, racconti, biografie e filmati.
Visitate i Parchi: il Daisetsuzan National Park, il parco nazionale più grande del Paese (2309 kmq) si trova nel centro di Hokkaido, la più settentrionale delle isole giapponesi e la seconda in ordine di grandezza, e ha un territorio ricco di monti, vulcani, laghi e foreste. Il Kirishima National Park, nella zona meridionale di Kyushu, è noto per il suo splendido scenario montuoso, per le sorgenti termali, per l’imponente cascata di Senriga-taki e per i fiori selvatici primaverili.
Visitate le isole e le penisole e ricordate che a Kimurasai c’è l’unica scuola che prepara alla professione di geisha.
Ambiente
Circa 10.000 anni fa l’innalzamento del livello del mare sommerse la pianura che collegava il continente asiatico con l’attuale Giappone, costituendo un ambiente a sé stante costituito da quattro grandi isole e tante altre piccole. Questi territori montuosi sono di origine vulcanica e tuttora in attività, infatti il Giappone è una delle regioni più sismiche del mondo. Innumerevoli sorgenti termali costellano il territorio montuoso, che si svolge lungo 3000 km con la maggiore vetta, il Fuji, di 3776 metri da visitare.
Grazie alla sua vasta espansione in senso longitudinale il Giappone possiede una flora e una fauna molto variegate. La flora attuale non deriva comunque tutta dalla originaria, indigena. Deforestazione, inquinamento, piogge acide e recenti importazioni di piante dall’Europa e dagli Stati Uniti hanno trasformato in senso negativo l’habitat. Fortunatamente l’inaccessibilità di gran parte delle aree montuose ha salvato diverse zone di grande bellezza naturale, come la parte centrale di Honshu e i parchi naturali di Hokkaido. La fauna comprende grandi mammiferi carnivori come l’orso bruno, raggiunge i 2 metri di altezza e pesa fino a 400 kg (Isola di Hokkaido). Altre specie sono il macaco, un scimmia di dimensioni medie, e la salamandra gigante; il gatto selvatico iriomote, trovato nelle Isole Ryukyu, è classificato quale fossile vivente.
La lunghezza del Giappone fa sì che il clima sia molto vario: da subartico al Nord a subtropicale al Sud. Al Nord le estati sono brevi e gli inverni lungi, freddi e con forti precipitazioni nevose (dicembre-febbraio) nell’Ovest.
Nei mesi estivi (giugno- agosto) le temperature elevate con un forte tasso di umidità in tutto il Paese. Alla fine dell’estate c’è la stagione dei monsoni, con piogge torrenziali e venti forti, in particolare nelle aree costiere.
La primavera è quindi la stagione ideale per visitare il Giappone; incomincia presto (a marzo) nelle isole del sud (Okinawa), a metà aprile (Honsu) e a fine maggio (Hokkaido). Questa stagione, meno piovosa dell’estate, è molto soleggiata e presenta temperature gradevoli.
Cucina
(ideabox.it sostiene la scelta vegetariana/vegana, non si riconosce quindi in un’alimentazione che prevede l’uso di prodotti di origine animale.)
La cucina giapponese è particolare, si differenzia da qualsiasi altra ma non solo con sushi freschi a base di pesce crudo, zuppa di alghe, i ristoranti giapponesi sono specializzati in un solo tipo di cibo: nei locali okonomiyaki si scelgono misti di carne, pesce e verdure e si fanno cuocere immergendoli in una pastella vegetale a base di cavolo; nei robatayaki solo pietanze alla griglia. In vari ristoranti ci si cuoce il cibo da sé al proprio tavolo e potete gustare il sukiyaki, manzo a fette sottili, verdure e tofu cotti nel brodo, lo shabu-shabu, carne e verdure cotte nel brodo e poi immerse in una salsa, o il namebono: ogni commensale prende il cibo crudo da un vassoio comune e lo fa friggere in un tegame al centro del tavolo. Nei ristoranti più economici o nei self-service potete sfamarvi con shokudo oppure bento, pasti a menu fisso.
Attività
Dati i numerosi parchi nazionali, le escursioni su itinerari segnati sono consigliabili. Ad esempio a Kikko o nel Chichibu-Tama National Park nella zona di Tokyo, nella regione di Kansai a Nasa, o meglio sulle montagne centrali.
Gli sport consistono in sciare nell’isola di Honshu o a Hokkaido, da dicembre ad aprile, immersioni subacquee nelle isole vicino ad Okinawa, ciclismo nelle parti pianeggianti. Non si consiglia il golf, sport prestigioso per giapponesi ricchi. Le due festività più importanti in Giappone sono il Capodanno che va dal 29 dicembre al 6 gennaio e la Settimana d’Oro, con la Festa dei Bambini, la Festa Verde e la Festa della Costituzione, dal 27 aprile al 6 maggio. Il 15 gennaio, ultimo giorno dell’inverno, è la Festa degli Adulti caratterizzata dagli innumerevoli matrimoni per i ragazzi che raggiungono la maggiore età (20 anni). Da febbraio ad aprile il Giappone è tutto fiorito e quindi la festa dell’Hanami consiste nella contemplazione degli alberi in fiore, e in pieno estate la festa della contemplazione delle stelle, la Tanabata Matsuri il 7 luglio, seguita sino ad agosto dalla Festa dei Morti (O Bon), durante la quale migliaia e migliaia di lanterne vengono poste a galleggiare sulle acque che solcano o contornano il territorio giapponese.
La festa più importante e famosa è a Kyoto, il Gion Matsurai, parata di enormi carri decorati e che ricordano l’intervento degli dei a far terminare un’immane epidemia che aveva colpito tutti gli abitanti della città (secolo IX).
Tante altre piccole, bizzarre, feste avvengono durante l’anno: il popolo giapponese è gioioso e disinibito e tante sono anche le feste che ricordano, sulla base della religione scintoista, che la castità è una follia e che corpo e anima sono una cosa sola, quindi sono molto diffusi i saloni dell’amore, e feste a sfondo erotico in club (se contano circa 150.000) pubblici e privati.
Informazioni varie
Documenti: i viaggiatori italiani, dotati di biglietto di andata e ritorno entro tre mesi e di passaporto valido in detto tempo, possono soggiornare senza bisogno di visto.
Sanità: il Paese presenta pochissimi rischi dal punto di vista sanitario.
Trasporti: i principali aeroporti internazionali sono Narita che serve la zona di Tokyo e Kansai per Kyoto. I collegamenti aerei interni, molto efficienti, sono però molto dispendiosi, esistono comunque delle possibilità di sconti per gruppi di persone (donne) e per coppie. Valido il viaggio all’interno con treni veloci, shinkansen o treni proiettile, a 270km/h, che permettono tramite il Rail Pass, acquistabile all’estero, di limitare le spese di spostamento da una città all’altra. Meno costosi, ma confortevoli gli autobus su strade ottime dove si viaggia a sinistra. Molto utili i numerosi traghetti che sono l’unica possibilità di visitare le innumerevoli isole che circondano il Giappone. All’interno delle grandi città si usa normalmente la metropolitana. I taxi sono dovunque molto costosi.
Moneta: Yen (¥). Un euro corrisponde a 144,37 yen (al 3 giugno 2006).
Sistema di misura: metrico decimale.
Orario: in tutto il territorio, nove ore avanti l’ora di Greenwich.
Elettricità: 100V, 50Hz nella zona orientale e a Tokyo, 60Hz nella zona occidentale.
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