Giamaica
Stato indipendente nell'ambito del Commonwealth. Capitale: Kingston (590.500 abitanti, 937.700 nell'area metropolitana).


Popolazione e religione
L'Isola è abitata da circa 2.3 milioni di persone, di cui il 76% nero-africani, il 15% nero-europei e il rimanente afro-indiani. Straordinaria mescolanza di razze e culture, risultato delle tante colonizzazioni che ne hanno caratterizzato la storia, la popolazione giamaicana riesce a rappresentare quasi tutte le razze: africana (il 90% dei Giamaicani ha la pelle scura), inglese, spagnola, irlandese, scozzese, indiana, cinese, tedesca e siriana, pur dominando le influenze africana ed europea.
Lingua ufficiale è l'inglese, ma in realtà la Giamaica è un paese bilingue, l'inglese è molto più capito che parlato. La lingua ufficiosa è invece il patois, un dialetto dal ritmo musicale e cadenze tipicamente giamaicane. Derivato dall'inglese creolo, il patois è una particolare alchimia di lingua madre con termini africani, spagnoli, portoghesi e slang rastafariano.
La Giamaica ha la più alta concentrazione al Mondo di chiese per miglio quadrato, per la coesistenza delle numerose credenze religiose: principalmente Paese cristiano (l’80% della popolazione), vi sono numerosi Battisti, Anglicani e Cattolici romani, ma sono rappresentate anche le religioni Ebraica ed Islamica. Infine, retaggio del passato storico, della ricca cultura mista e dell’eredità africana, diverse forme religiose come Pocomania e Rastafari, osservate dai gruppi religiosi tradizionali.


Storia
Ricca di eventi e particolarmente penosa, la storia giamaicana è segnata tragicamente dallo sbarco di Cristoforo Colombo e dal conseguente arrivo europeo.
La popolazione originaria dell'Isola, i pacifici Arawak lì insediatisi intorno al 700 d.C., venne spazzata via dalle dure condizioni di lavoro, i maltrattamenti subiti, le malattie portate dall'Europa dai coloni spagnoli, giunti in Giamaica a partire dal 1510 introducendovi zucchero e schiavi dall’Africa per le piantagioni.
Nel 1654 l'Isola viene conquistata dagli Inglesi, che ne fanno un centro di contrabbando verso l’America spagnola. L'effettivo controllo del territorio fu affidato ai bucanieri, eterogeneo gruppo di banditi marittimi, rifugiati politici e criminali evasi, dediti alla pirateria.
I pirati del leggendario Henry Morgan partivano per sempre nuove scorrerie da Port Royal, all’epoca la capitale: saccheggiavano navi, cittadine costiere e porti, a danno prevalentemente degli interessi spagnoli e con l’appoggio inglese. Quando, nel 1672, è firmata la tregua tra Spagna e Inghilterra, i pirati divengono un problema, impiccio che re Carlo II di Inghilterra risolve nominando Henry Morgan governatore dell’Isola.
Le successive ribellioni degli schiavi ostacolarono a più riprese gli interessi economici degli Inglesi. Nel 1673, un minuscolo gruppo di schiavi africani riuscì a fuggire dalle piantagioni e rifugiarsi tra le montagne, divenendo l'emblema di una razza che non vuole piegarsi, senza combattere, a un nemico crudele e razzista.
Da quel momento le ribellioni diventano all’ordine del giorno, in particolar modo dopo che la guerra d’indipendenza americana (1775-81) e successivamente la rivoluzione francese (1789) hanno diffuso nel Mondo un nuovo spirito di libertà e indipendenza.
Ma tutte vennero dagli Inglesi soffocate con brutalità ed estrema violenza. L'ultima di queste, ispirata da "Daddy" Sam Sharpe, schiavo istruito che sollecitava la resistenza passiva, coinvolse nel 1831 circa ventimila schiavi causando la distruzione di diverse piantagioni e la morte di numerosi latifondisti. La successiva reazione dei coloni fu di tale inumanità da provocare sdegno nella stessa Inghilterra, che quindi costringe il parlamento giamaicano ad abolire la schiavitù. È l'1 agosto 1834.
Nonostante l'antico ordine sia stato abolito, così minando gravemente il potere economico dei grandi proprietari terrieri bianchi, il potere resta di fatto ancora nelle mani di questi, unici a detenere il diritto di voto.
Le ingiustizie sociali e le disperate condizioni economiche in cui l'Isola versa sono terreno fertile per la rivolta di Morant Bay, guidata nel 1865 da Paul Bogle. Ancora una volta i coloni inglesi rispondono con estrema brutalità, l'Inghilterra è costretta ad assumere una posizione più illuminata, dando inizio con governatori più liberali a un lento ma costante processo di riforme sociale per una relativa prosperità del Paese.
Il suffragio universale per tutti i Giamaicani è raggiunto solo quasi un secolo dopo, nel 1944, anno in cui la Giamaica acquisisce una virtuale autonomia dall’Inghilterra all’interno della Federazione delle Indie Occidentali. Da questa si staccherà il 6 agosto 1962, divenendo una nazione indipendente nell’ambito del Commonwealth.


Cultura
La Giamaica, e in particolare Kingston, è un importante centro di arte caraibica, dall'energia culturale enormemente cresciuta dopo l'indipendenza nel 1962. Fondamentale, nello svincolare l'arte giamaicana dai canoni estetici europei, è il ruolo svolto da Edna Manley, moglie di Norman Manley, primo premier giamaicano. A partire dagli anni '20 e sino alla sua morte, intervenuta nel 1987, la Manley è figura centrale del panorama artistico dell'Isola, sia per le sculture create che per il vigoroso sostegno e incoraggiamento agli artisti locali, dai "primitivi" legati alle tematiche locali al gruppo di pittori più cosmopolita, che hanno studiato all'estero. Pur non sussistendo uno stile collettivo che definisce l'arte giamaicana, molti artisti sottolineano le radici storiche nelle opere prodotte. Il successo internazionale del reggae ha avuto un influsso profondo sulle arti visive giamaicane. I rastafariani sono divenuti un soggetto comune, come i venditori ambulanti e gli animali, i simboli religiosi fusi con i miti africani.
La Giamaica è musica ed è ovunque con suoni coinvolgenti, dal calypso alla soca al reggae. Primo genere musicale originale giamaicano è il mento, forma popolare di calypso influenzato da sonorità cubane, che ha successo dalle sue origini (fine del XIX secolo) sino agli anni '50, quando viene rimpiazzato dal primo boogie-woogie e dal rhythm and blues. Dall'unione di R&B e mento è lo ska che, ballabile e a tempo doppio, si diffonde tra poveri ed emarginati. L'entusiasmo si trasferisce presto al reggae, per il suo ritmo sincopato e appassionato e per i messaggi politici, sociali e religiosi pregni di metafore, espressioni di rabbia e di lode a Jah (Dio). Il reggae è indissolubilmente legato a Bob Marley, che contribuisce col genere a creare una "coscienza terzomondista" denunciando razzismo, oppressione e ingiustizia.


Da visitare
Frenetica e agitata, poco accogliante e decisamente non bella, Kingston è il cuore pulsante dell'Isola. Suo centro culturale e commerciale, merita certamente una visita, soprattutto in occasione dei festival. Di grande rilievo, il Bob Marley Museum, un must per tutti gli appassionati di musica reggae e non solo, ambientato nella villetta in cui Marley viveva; e la National Gallery, con opere giamaicane dagli anni '20 ad oggi, compresa una bella collezione delle sculture di Edna Manley. Quindi, la zona del lungomare, per scoprire il mercato dell'artigianato allestito lungo le banchine.
Montego Bay (MoBay) è, nel bene e nel male, la località turistica per eccellenza dell'Isola. Città portuale, vi si possono ammirare gli edifici georgiani in pietra e legno e goderne la sfrenata vita notturna, i negozi, i mercati e praticare ogni sorta di sport acquatico.
A poco meno di cento chilometri da MoBay, Negril dalla lunghissima spiaggia e gli straordinari tramonti, la località turistica giamaicana in maggiore espansione. Nonostante la forte crescita degli ultimi anni, Negril è molto più tranquilla di altre località ed è uno dei pochi luoghi dove è possibile prendere il sole integrale.
In direzione opposta è Ocho Rios, in un'ampia conca tra verdi colline e affacciato sull'ampia Turtle Beach, dalla forma di conchiglia, e la baia circondata dalla scogliera corallina.
Attrazione tra le più note dell'Isola, le spettacolari Dunn's River Falls, a tre chilometri dalla città. Impossibile evitarne la folla in visita quotidianamente, le cascate, dall'acqua piacevolmente fresca e protette da un'alta foresta pluviale, vanno visitate e scalate perché di una bellezza unica, ed il divertimento è assicurato!
E, ancora, lo spettacolare altopiano calcareo Cockpit Country. E Long Bay, ideale per praticare il surf, con sabbia rosa, acque di un turchese intenso e venti leggeri. L'isolato Alligator Pond e Treasure Beach, con i promontori rocciosi e la sabbia color corallo.


Ambiente e clima
A poco più di un centinaio di chilometri da Cuba, la Giamaica è per estensione la terza isola dei Caraibi e vanta una significativa diversità di territori e vegetazione. Una stretta pianura costiera, interrotta da baie, ne circonda quasi interamente il perimetro, con l'eccezione della parte meridionale, che è invece caratterizzata da ampie zone pianeggianti e lunghi tratti di costa non frastagliata. La costa settentrionale, dalle spiagge di sabbia bianca e una vegetazione particolarmente rigogliosa, ospita la maggiore parte delle località turistiche. L'interno del territorio è di origine calcarea, presenta grandi erosioni con grandi vallate e catene montuose particolarmente ripide. Ne è la rappresentazione più importante la Cockpit Country, una regione quasi impenetrabile dalle colline ricoperte di vegetazione, vaste depressioni, caverne sotterranee e valli pianeggianti. Gli altipiani salgono da ovest fino alle ripide Blue Mountains a est, con il Blue Mountain Peak svettante oltre i duemila metri.
Le condizioni climatiche, particolarmente favorevoli, hanno favorito lo sviluppo di migliaia di specie animali e vegetali, l'uomo dal canto suo è riuscito in pochi secoli, devastando ampie zone dell'Isola, a farne estinguere molte. È ancora possibile incontrare qualche maiale selvaggio, diverse specie di pipistrelli e l'hutia, un grande roditore nativo dell'Isola, simile al porcellino d'India, che rischia seriamente l'estinzione. Numerose le mucche, le capre e le manguste, oltre ai coccodrilli, rane e lucertole, iguana, serpenti (non velenosi). Tantissimi gli uccelli, nonostante molte specie endemiche siano ormai estinte ed altre a serio rischio. Si possono vedere gli aironi guardabuoi, i john crows, bananaquit dal petto giallo, la gracula kling-kling, civette, colombe, picchi, pellicani e colibrì. Poi, moltissime specie di pesci, tartarughe marine, il lamantino.
La Giamaica gode di un piacevolissimo clima marittimo tropicale, che ne fa un'ambita meta turistica in qualsiasi mese dell'anno. Vi è, in effetti, anche una stagione delle piogge, che inizia nel mese di maggio e termina a novembre con due picchi, maggio/giugno e ottobre/novembre. Sostanzialmente, però, il periodo è semplicemente un poco più umido degli altri, con la pioggia che cade per poche ore al giorno, in genere nel tardo pomeriggio, mentre è facile che il sole splenda per la maggior parte della giornata.


Cucina
(ideabox.it sostiene la scelta vegetariana/vegana, non si riconosce quindi in un’alimentazione che prevede l’uso di prodotti di origine animale.)
La cucina giamaicana è fortemente contraddistinta dalle influenze arawak, spagnole, africane, orientali, cinesi ed inglesi. Generalmente, i pasti principali sono costituiti da un curry di carne di capra o maiale accompagnato da riso e fagioli, molto diffuso è anche il pesce in salamoia poi fritto con cipolla e peperoni. Il jerk è il piatto più popolare: la carne è fatta marinare in una salamoia molto intensa, quindi arrostita lentamente su un fuoco di legno di pimento, che ne caratterizza il sapore. Tipico giamaicano è l'ackee: consumato a colazione, è un frutto che nell'aspetto ricorda le uova strapazzate.
Con il nome di viene indicata qualsiasi bevanda derivata dall'infusione con acqua calda, quindi il tè può essere semplicemente alle erbe oppure corretto con rum o spezie o latte, a volte anche con pesce! o marijuana. Birra e rum sono molto diffusi, come il freschissimo skyjuice, ghiaccio tritato aromatizzato con sciroppo, e il latte di cocco bevuto dalla noce. Da non dimenticare il caffè giamaicano delle Blue Mountains, miscela tra le più aromatiche del Mondo.


Attività
L'Isola offre moltissimo, dalle immersioni subacque nelle splendide acque cristalline alle escursioni a piedi, esplorando il territorio lungo piste e sentieri, soprattutto nelle Blue Mountains. E, ancora, escursioni a cavallo attraverso le piantagioni e verso l'entroterra. Dieci campi da golf di livello internazionale, di cui alcuni meta stabile dei circuiti PGA e LPGA. Gite in barca a vela o su imbarcazioni da diporto e da crociera. E, se esperti speleologi, anche esplorazione di stupende grotte e caverne calcaree.
Le manifestazioni musicali, artistiche, culturali e sportive sono tantissime. A luglio-agosto, a distanza di circa una settimana l'uno dall'altro, si tengono in spiaggia i due festival musicali più scatenati dell'Isola, il Reggae Sunsplash (Ocho Rios) e il Reggae Sumfes (Montego Bay), con divertimento di prim'ordine e balli proibiti. Nel mese di febbraio, nel campus universitario di Kingston, ha invece luogo la grande festa del Carnevale, con balli a ritmo di reggae, calypso e soca. La tradizionale festa natalizia, la jonkanoo, si svolge invece lungo le strade cittadine, con i partecipanti che sfilano vestiti in maschera. Da non dimenticare gli incontri di cricket e le diverse regate per imbarcazioni da diporto, in particolare la Pineapple Cup Yacht Race che, a febbraio, partendo da Miami termina a Montego Bay, per una distanza di circa 1.300 chilometri.


Informazioni varie
Documenti: per soggiorni di periodo non superiore a tre mesi, al turista italiano non è richiesto il visto, all'ingresso nel Paese è tuttavia necessario essere provvisti di biglietto aereo di andata e ritorno. Ai turisti che non fanno parte di gruppi organizzati può essere talvolta chiesto dove intendano alloggiare e se dispongono di mezzi economici sufficienti a pagare il soggiorno: basta, in tale situazione, mostrare una carta di credito valida di uno dei circuiti principali.
Trasporti: facile da raggiungere, la Giamaica con i suoi due aeroporti di Montego Bay e Kingston è una delle isole caraibiche meglio collegate con il Nord America e l'Europa. Ampie le possibilità di raggiungere l'Isola anche via mare, su navi da diporto o da crociera. Spostarsi nel Paese è facilitato dai voli interni e, volendo spendere, anche con l'elicottero. Molto economici, invece, ma spesso sovraffollati e senza orario, sono gli autobus, la cui rete raggiunge quasi ogni villaggio. È possibile inoltre noleggiare automobili, motociclette e biciclette, anche se queste ultime non sono di uso comune. Le condizioni delle strade variano moltissimo, alcune sono perfette altre invece pericolosamente pessime. Attenzione ai Giamaicani che, nella guida, sono a dir poco impazienti, consumano il clacson, imprecano, sorpassano spesso in modo azzardato. Meglio quindi essere molto prudenti, mantenere la calma e, nel malaugurato caso di incidente, evitare di litigare.
Moneta: Dollaro giamaicano (JMD). Un euro corrisponde a 84,588 dollari giamaicani (al 07 luglio 2006). Il dollaro giamaicano - jay - è l'unica valuta legale, anche se i prezzi sono spesso riportati in dollari americani, che, diversamente dalle valute europee, sono sempre ben accetti. Mentre nei negozi i prezzi sono generalmente determinati, nei mercati e nelle bancarelle è abbastanza comune la contrattazione - higgling.
Sistema di misura: sistema britannico.
Orario: cinque ore indietro rispetto al meridiano di Greenwich.
Elettricità: 110V, 60Hz.

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