Repubblica delle Isole Fiji
Repubblica parlamentare. Capitale: Suva (177.300 abitanti).
Popolazione e religione
Dalla storia davvero unica in tutto il Pacifico, gli abitanti delle Isole Fiji presentano un particolare intreccio di caratteristiche melanesiane, polinesiane, micronesiane, indiane, cinesi ed europee. La popolazione autoctona rappresenta il 51% della popolazione complessiva, mentre il 44% è costituito da Indiani, il restante 5% da minoranze cinesi, europee e rappresentanti delle altre isole del Sud Pacifico.
Oltre alla lingua ufficiale dell'arcipelago, l'inglese, sono parlati il fijiano e l'hindostano. Diffusi, inoltre, il cinese e l'urdu, lingua madre di popolose comunità di commercianti.
Abbandonati i riti tradizionali, la maggioranza della popolazione professa oggi le religioni cristiana (52%) o induista (38%), con minoranze musulmane (8%), sikh (2%) e di altre religioni.
Storia
Già abitate da popolazioni provenienti da altre regioni della Melanesia (1500 a.C), intorno al 1000 d.C le Fiji furono invase dai Polinesiani provenienti da Tonga e Samoa, che ingaggiarono con i Melanesiani guerre su larga scala.
All'epoca, il cannibalismo era molto comune e gli abitanti, riuniti in gruppi famigliari estesi - mataqali -, vivevano all'interno di villaggi fortificati governati da capi ereditari e poligami - turaga-ni-koro. I matrimoni tra i diversi villaggi fungevano da collante tra le diverse comunità, ciononostante i conflitti tra i clan erano molto comuni, con i membri di una stessa famiglia spesso schierati su fronti opposti.
Primo Europeo a stabilire un contatto con le Fiji fu Abel Tasman (1643) nel suo viaggio verso l'Indonesia, seguito da James Cook nel 1774. L'arcipelago fu poi attraversato, quindici anni più tardi, dalla scialuppa occupata dal capitano William Bligh e da altri diciotto membri del suo equipaggio, abbandonati alla deriva dopo l'ammutinamento del Bounty.
Dal secolo successivo, le Isole divengono punto di interesse per i mercanti che cercano legno di sandalo e oloturia (bêche-de-mer), molto pregiata in Asia, e scambiano con utensili di metallo, tabacco, tessuti ed armi da fuoco. L'effetto di tali nuovi elementi estranei è devastante: esplodono guerre violente tra le tribù e muta rapidamente la società locale, anche grazie al ruolo svolto da quei naufraghi, marinai disertori e criminali evasi dalle colonie penali inglesi dell'Australia che, dopo essere scampati anche alle abitudini cannibali della popolazione locale, si prestano ai diversi clan come interpreti, intermediari, carpentieri e mercenari.
Verso la metà del XIX secolo, giungono anche militari originari delle Tonga e i missionari inglesi, intenzionati a convertire i capi locali ma senza riscuotere grande successo: è il 1867 quando il reverendo Thomas Baker viene mangiato, la sua scarpa è ora esposta nel Fiji Museum. Su Levuka, sull'Isola Ovalau, divenuta un importante centro commerciale del Pacifico meridionale, Americani, Inglesi e Francesi difendono astiosamente i propri interessi, mentre i dissidi con la popolazione locale aumentano esponenzialmente, sino alla distruzione completa dell'insediamento per un incendio doloso (1847).
Dopo il tentativo locale di instaurare e mantenere senza riuscirvi un governo di tipo occidentale (1871), il 10 ottobre 1874 l'arcipelago viene proclamato ufficialmente colonia britannica, con capitale Suva. Il governatore inglese tenta di rendere le Isole economicamente autonome, introducendovi piantagioni di cotone, copra e canna da zucchero e ne aumenta notevolmente la produzione incoraggiando l'arrivo di braccianti dall'India, che guardano le Fiji come mezzo per affrancarsi dalla miseria. Scoprono ben presto l'inumana realtà delle piantagioni, fatta di abusi, crimini, suicidi, violenze e malattie.
Quando, nel 1919, il lavoro a contratto viene abolito, gli Indiani emigrati nell'arcipelago (la comunità indiana ormai conta più di sessantamila individui, a cui è sempre stato impedito di possedere terre) iniziano ad introdursi nelle piccole società di affari, nel commercio e nella burocrazia, o ad affittare delle fattorie con contratti a lungo termine. Giungono inoltre gli Australiani che, con produzione e commercio dello zucchero e con le miniere d'oro, dominano l'economia locale, mentre gli Europei fomentano le tensioni razziali tra la popolazione nativa e gli Indiani immigrati, così tentando di mantenere il controllo economico e politico delle Isole.
Conclusasi la seconda guerra mondiale, a cui le Fiji partecipano inviando un contingente di ottomila soldati contro i Giapponesi, nelle Isole Salomone, all'interno delle comunità aborigena e indiana si fa lentamente strada una maggiore consapevolezza politica, pur persistendo la segregazione razziale. Le Fiji divengono indipendenti il 10 ottobre 1970, introducendo un sistema politico simile a quello inglese. Le forti tensioni razziali continuano ancora ad essere di estrema attualità nel Paese.
Cultura
Molte sono le attività artistiche e artigianali tradizionali a cui ancora oggi i Fijiani si dedicano, alcune delle quali sono state nel tempo determinanti per mitigare sia l'impatto violento della cultura occidentale su quella delle Isole, sia l'evangelizzazione dei missionari cattolici; altre, invece, sono state modificate e arricchite, così da rispondere in modo adeguato alla domanda dei turisti.
L'arte della danza, tramandata di generazione in generazione, è frequentemente praticata. Gli eventi più distintivi della vita, come la nascita e la morte, il matrimonio, la chiamata alla guerra, i passaggi di proprietà, sono quindi accompagnati dai meke. In tempo di guerra, gli uomini eseguono con lance e mazze il cibi, le donne, invece, esibendosi nelle dele o wate umiliano sessualmente il nemico prigioniero.
Di grande interesse anche il patrimonio musicale delle Isole, dalla musica nativa agli inni e canti corali introdotti dai missionari, riproposti dal repertorio delle chiese locali. Tra gli artisti più celebri Seru Serevi, Michelle Rounds, Karuna Gopalan, Danny Costello, Laisa Vulakoro, i Freelancers e i Black Roses.
Le Isole sono celebri anche per la creazione di ceramiche, delle quali è possibile ammirare gli esemplari più belli nel Fiji Museum, e per le sculture in legno: mazze da guerra, lance e forconi da cannibali sono realizzate per i turisti; le ciotole, tanoa, sono invece tuttora usate dalla popolazione locale.
Particolarissimi i masi, tessuti di corteccia realizzati con la scorza del gelso e la cui lavorazione è estremamente laboriosa. Un tempo, tutti gli abiti da cerimonia, i turbanti, le cinture, gli strascichi erano eseguiti con il masi, decorato con motivi simbolici in ocra e nero carbone, e il loro possesso era segno di grande prestigio.
Lunga tradizione è vantata anche dalla tessitura delle foglie di pandano in cestini e stuoie, tecnica ricchissima di varianti di stile e colori e trasmessa alle ragazze dei villaggi.
Le Fiji hanno infine una piccola comunità di scrittori di ottimo livello, come Joseph Veramu, Jo Nacola, Vilsoni Hereniko e Marjorie Crocombe. Gli scrittori indiani Subramani, Raymond Pillai, Satendra Nandan e Prem Banfal, scrivendo in hindi e in inglese riprendono spesso il tema dell'iniquo trattamento riservato ai braccianti.
Da visitare
Suva, capitale delle Fiji, è il fulcro politico e amministrativo del Paese e suo porto principale. Città vasta e sofisticata, ospita l'importante Fiji Museum e molti begli edifici di epoca coloniale, oltre a chiese, moschee, templi e centri culturali: la Roman Catholic Cathedral è tra i suoi monumenti più caratteristici. Molto interessante il lungomare, da non perdere l'intrigante Suva Municipal Market.
Centro turistico più importante e ottima per attività come immersioni subacquee, golf, equitazione e rafting, la città di Nadi si staglia contro le montagne della costa occidentale di Viti Levu. Interessanti il Tempio di Sri Siva Subramaniya Swami e la via principale, lungo la quale si affacciano, numerosissimi, ristoranti e negozi che offrono tessuti, souvenir e articoli esenti da dazio.
Raggiungibili da Nadi con la barca, gli isolotti dell'Arcipelago delle Mamanuca, dalle lunghe distese di sabbia bianca, i bei fondali corallini e i pesci coloratissimi, sono ben conosciuti dagli amanti delle immersioni subacquee, dello snorkelling, del surf.
La comunità rurale di Sigatoka, lungo la costa meridionale di Viti Levu, è caratterizzata dalle gigantesche dune di sabbia e dai circa duecento siti di grande importanza storica, culturale e archeologica, tra cui il Tavuni Hill Fort, sistema di strutture difensive in terra del XVIII secolo - Valle di Sigatoka.
Gli altipiani di Nausori - Nausori Highlands - offrono panorami mozzafiato e pittoreschi villaggi, tra cui Navala dove, a differenza della maggior parte dei centri urbani, in cui sono preferite le strutture prefabbricate in cemento e lamiera ondulata, quasi tutte le case sono bure tradizionali distribuiti lungo dei viali, con una via centrale per il passeggio verso il fiume.
Quindi, Levuka con edifici coloniali ancora in buono stato e l'atmosfera da cittadina del selvaggio West, dove praticare lo snorkelling e fare immersioni subacquee. Il villaggio di Lovoni, nascosto nello spettacolare cratere di un vulcano spento. I cinquantasette minuscoli isolotti dell'Arcipelago delle Lau, dall'aria decisamente polinesiana. E Vanua Levu, ottima per osservare lo stile di vita tradizionale dell'arcipelago e per lo snorkelling o le immersioni subacquee, oltre alle escursioni in kayak, il birdwatching, le passeggiate.
Ambiente e clima
Nell'Oceano Pacifico meridionale, a metà strada tra Melanesia e Polinesia e a sud dell'Equatore, immediatamente a nord del Tropico del Capricorno e a ovest dell'International Dateline, l'arcipelago delle Fiji comprende circa trecento isole di cui appena un terzo abitate. Viti Levu, con la capitale Suva, e Vanua Levu sono le isole principali. Altre isole importanti sono Tavenui e Kadavu, mentre il resto del Paese è composto da gruppi di isolette (Lomaiviti, Lau, Moala, Yasawa, Mamanuca e Rotuma), molte delle quali ancora relativamente intatte e dagli splendidi fondali corallini, lagune, baie e una vegetazione lussureggiante.
La deforestazione (dagli anni '60 ad oggi, il 15% circa del manto boschivo del Paese è stato distrutto), la conseguente erosione del terreno, l'inquinamento dei corsi d'acqua e dei terreni soprattutto nei pressi della capitale, sono ormai un problema grave a cui è necessario trovare velocemente rimedio. Inoltre, la distruzione del patrimonio ittico in alcune regioni dell'arcipelago sta mettendo a repentaglio anche il benessere della popolazione.
Le Isole sono ricchissime di piante, sono infatti oltre tremila le specie individuate, di cui un terzo circa endemiche, dalle quali i Fijiani hanno imparato nel corso dei millenni a trarre beneficio, nella preparazione di cibo e medicine, delle tinture per tessuti, degli utensili e dei materiali da costruzione. Dei mammiferi originari, solo i pipistrelli non si sono estinti, mentre le specie introdotte, come cani selvatici, gatti, maiali, capre e topi, si sono perfettamente adattate al nuovo habitat. Inoltre, venti sono le varietà diverse di rettili, tra cui le tartarughe e i serpenti di mare, e circa un centinaio le specie di uccelli, ventritre originarie delle Isole. Molto varia e abbondante anche la fauna marina, con numerose specie di coralli e spugne, pesci dei banchi corallini, razze, squali, balene e delfini.
Dal clima tropicale temperato, mite e costante per la maggior parte dell'anno, le Fiji sono una destinazione ideale in qualunque periodo. Il migliore è comunque la stagione secca, l'"inverno delle Fiji" che inizia a maggio per concludersi nel mese di ottobre, con temperature più fresche, meno pioggia, tasso di umidità inferiore; è inoltre più raro il rischio di cicloni tropicali.
Cucina
(ideabox.it sostiene la scelta vegetariana/vegana, non si riconosce quindi in un’alimentazione che prevede l’uso di prodotti di origine animale.)
Gli abitanti delle Isole Fiji prediligono il cibo pesante e robusto. Le carni di maiale e di manzo, come il pesce, sono spesso fritti, molti piatti preparati con il latte di cocco, che è un alimento particolarmente nutriente. Ad ogni pasto, inoltre, il cibo viene consumato in enormi quantità. Sia che sia giorno di festa o un giorno comune, un tipico pasto fijiano può comprendere manzo o pesce fritto, foglie di taro bollite, simili agli spinaci e ricoperte di crema di cocco con contorno di radici di manioca o di taro. I condimenti usati sono generalmente il sale, il succo di limone e il peperoncino piccante, che ciascun commensale può mettere nel quantitativo preferito, una volta ricevute le vivande. Sono inoltre consumate le verdure, ma più nei villaggi che nelle aree urbane. I banchetti tradizionali sono sempre imbanditi dagli uomini, che cucinano i cibi in forni scavati nel terreno - lovo - dove, avvolti in foglie di banano, cuociono al vapore su pietre incandescenti, da sei sino ad otto ore.
Attività
Nuoto, immersioni subacquee, snorkelling alla scoperta dell'indescrivibile barriera corallina, con sola maschera, pinne e boccaglio, surf nelle Isole Mamacuna, rafting sui fiumi, windsurf e vela, oltre all'oziare sulla spiaggia, preferibilmente sorseggiando un cocktail tropicale: alle Fiji, non trovare l'attività all'aperto preferita è praticamente impossibile! E, ancora, bicicletta, trekking ed equitazione, o attività come il birdwatching e l'esplorazione dei siti archeologici. L'arcipelago è veramente molto attrezzato per rispondere a tutte le esigenze dell'ospite, ovunque è possibile trovare strutture che offrono il noleggio di attrezzature, escursioni di un solo giorno, corsi vari.
Il Capodanno è celebrato con grandi feste, che in alcuni villaggi possono svolgersi anche per un'intera settimana o addirittura un mese! Nel corso dell'Hindu Holi, il Festival dei colori (febbraio o marzo) i partecipanti si gettano addosso acqua colorata, a marzo aprile ha invece luogo la festa hindu Ram Naumi (Nascita del Signore Rama), che comprende anche cerimonie religiose in riva alla Suva Bay. Nel mese di maggio, in un giorno di festa con spettacoli sportivi e culturali a carattere regionale, le Isole onorano Ratu Sir Lala Sukuna, considerato il più grande statista, soldato, capotribù e studioso delle Isole Fiji. Il Constitution Day e l'anniversario della nascita del Profeta Maometto sono celebrati a luglio, a settembre cade invece il Sugar Festival (Festival dello zucchero), i primi di ottobre il Fiji Day (Giorno dell'Indipendenza). Nel corso dei mesi di ottobre e novembre, i fedeli hindu si raccolgono nel Diwali Festival (Festa delle luci) per adorare la dea della ricchezza e della prosperità Lakshmi, decorare le abitazioni e sistemare gli affari.
Informazioni varie
Documenti: il visto turistico è consegnato ai turisti italiani al loro arrivo nelle Fiji, è gratuito e valido per un soggiorno fino a quattro settimane. Contestualmente, oltre al passaporto, è necessario esibire il biglietto aereo di ritorno o, comunque, di proseguimento.
Rischi sanitari: dengue, febbre diffusa dalle zanzare per la quale attualmente non esiste alcuna profilassi.
Trasporti: Grazie alla posizione strategica nel Pacifico centro-meridionale, le Fiji sono uno dei principali nodi del traffico aereo della regione e quindi ottimamente servite dalle principali compagnie internazionali, mentre risulta particolarmente difficile raggiungere le Isole via mare, se non partecipando a una crociera o navigando su uno yacht privato. I trasporti interni sono ben organizzati, quindi è semplice e, scegliendo di utilizzare i traghetti e le piccole imbarcazioni locali, relativamente economico spostarsi tra una località e l'altra, più dispendioso invece con l'aereo. I traghetti, molto convenienti, frequenti, affidabili e sicuri, sono la migliore opportunità per familiarizzare con le genti del luogo, durante il viaggio tra un'isola e l'altra. Le barchette locali, che fanno saltuariamente servizio tra le isole, sono da evitare con il mare grosso. Inoltre, vi sono autobus espresso, che fanno servizio tra i centri maggiori, ed autobus locali che collegano quasi ogni villaggio.
Moneta: Dollaro delle Fiji (FJD). Un euro corrisponde a 2,2225 dollari fijiani (al 10 luglio 2006). Si possono cambiare i travellers' cheques nelle banche e negli uffici di cambio, nei grandi alberghi e nei negozi duty-free. Ristoranti, negozi, alberghi di media e alta categoria, agenti di viaggio e operatori turistici accettano le carte di credito dei maggiori circuiti. Negli acquisti, è consigliabile evitare la contrattazione, come nella maggior parte delle culture del Pacifico meridionale. Unica eccezione gli Indiani delle Fiji, con i quali è invece possibile contrattare su qualunque tipo di merce.
Sistema di misura: sistema metrico decimale.
Orario: dodici ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich.
Elettricità: 240V, 50Hz.
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