Repubblica del Cile
Repubblica presidenziale. Capitale: Santiago (4,4 milioni di abitanti nell’area metropolitana).
Popolazione e religione
Il 95% della popolazione è di discendenza europea- spagnola e amerinda, di popolazione completamente autoctona vi è soltanto il 3%. Ma data la lunga conformazione del Paese si possono ancora individuare qualche insediamento precolombiano come: Aymara nelle zone desertiche del nord, Diaguta nell’entroterra vicino alle Ande, Auraucani nel villaggi del centro e del sud, inoltre gruppi di antiche civiltà nelle isole. L’invasione spagnola ha fatto sì che la lingua ufficiale sia ora lo spagnolo, alla quale si affiancano le lingue originali amerinde, come l’aymara e nel sud il numero di persone che parla il mapuche ammonta forse a mezzo milione.
La religione ancora risente della occupazione spagnola e l’89% della popolazione professa la religione cattolica, i restanti sono protestanti, ebrei e musulmani.
Storia
Nella storia del Cile precolombiano, la civiltà inca, più antica di quella cilena, ha avuto importanza determinante nella trasformazione e spesso eliminazione degli antichi gruppi indigeni. Dalla sottomissione politica agli Incas, gli indigeni del territorio cileno passarono alla dominazione europea (Spagna-Portogallo) e il Cile venne assegnato dal trattato del 1494 insieme a tutti territori ad est del Brasile alla Spagna. Gli Spagnoli suddivisero il territorio in grandi feudi, che vennero assegnati ai capi delle truppe di conquista. Anche se l’economia del Cile già d’allora era fondata non sull’agricoltura, ma sulle risorse minerarie, i feudatari usavano coltivare questi grandi possedimenti mediante i mestizios, meticci spagnoli-indios, e anche all’inizio del XIX secolo queste aziende erano funzionanti. Il movimento indipendista, guidato da Simon Bolivar e Josè de San Martin, combatté per la liberazione dell’America del Sud dal Venezuela al Perù e dall’Argentina al Cile. Divenuta una Repubblica indipendente dal 1818, il Cile e i Cileni ebbero un’alternanza di momenti politici nei quali si succedevano nel potere politico l’oligarchia terriera e gli imprenditori interessati nell’estrazione mineraria, nell’industria e nel commercio, e la classe operaia. Sino ai giorni nostri il Cile ha sofferto di rivoluzioni interne e soprusi dittatoriali, sostenuti spesso da potenze straniere con interessi nelle possibilità minerarie del territorio. Le normali riforme sanitarie, sociali, economiche improntate e iniziate dalla sinistra (Allende) non sono mai state poste a termine, ripetuti golpe (Pinochet) hanno sempre riportato il Cile alla continuata povertà di una parte della nazione, in contrasto con l’altra parte proprietaria della maggior parte delle ricchezze. Le ultime elezioni del 2005 (Bachelet) si spera portino alle secolari riforme richieste dalla popolazione.
Cultura
L’invasione europea ha forgiato notevolmente la cultura cilena, i grandi proprietari terrieri erano principalmente di estrazione europea, le maggiori città cilene hanno quindi importanti gallerie d’arte, musei, teatri e l’architettura riprende il concetto europeistico nei monumenti. Ma la musica e la letteratura sono l’espressione dell’anima vera cilena: Gabriela Mistral e Pablo Neruda, due Nobel, ne sono l’esempio più vero. La musica folk, esportata nel mondo durante gli esili conseguenti alle varie fasi dittatoriali, è stata la manifestazione del sentimento del popolo oppresso e il ricordo dei desasparecidos.
Da visitare
L’architettura d’ispirazione cattolica in Cile è onnipresente, maestose chiese coloniali, santuari s’incontrano ai margini delle strade, in essi alla cultura spagnola si miscelano straordinarie espressioni di arte locale, ma forse non ne trovate nella capitale Santiago, che conserva poco della sua storia coloniale, e propone invece grandi e imponenti palazzi rigorosamente moderni, vantando un gran numero di musei tra i quali quello d’arte precolombiana.
Valparaiso, principale porto del Cile e seconda città per grandezza e città di Pablo Neruda, è ben diversa dalla capitale, qui abbondano i colori, la fantasia di chi l’ha costruita in mezzo a colline scogliere. Bianco, giallo, rosa, verde, rosso, azzurro, sono i colori delle facciate delle piccole case di Valparaiso.
Viña del Mar, importante località balneare è una città giardino per la sua vegetazione subtropicale in cui abbondano banani, palme, spiagge bianche e palazzi storici. Vedere il famoso Orto Botanico che ospita 61 ettari di piante native ed esotiche. E parlando di giardini, i parchi cileni distribuiti lungo tutto il Paese sono fantastici, passano da zone subequatoriali a zone quasi polari: i più interessanti sono i parchi nazionali del Sud.
E perché non andare via mare all’Isola di Pasqua
? e i vulcani, la croce del Sud, il silenzio dei boschi della Tierra del Fuego, l’Isla Magdalena con le sue 60.000 coppie di pinguini di Magellano, e lì le famose raffiche di vento della Patagonia. Quindi rifornitevi di vestiti per le varie temperature e rimanete un bel po’ in Cile dove potrete anche assaporare una particolare cucina.
Ambiente e clima
Il Cile situato nell’estremità sud-occidentale dell’America Meridionale confina ad est con l’Argentina, al nord-est con la Bolivia, al nord con il Perù, ad ovest con l’Oceano Pacifico. Rappresenta il paese che di più al mondo si sviluppa nel senso della lunghezza, 4300 km, con una larghezza di appena 173 km nelle zone più larghe, tra lo spartiacque delle Ande e il Pacifico. Racchiude pertanto in sé i più vari tipi di ambienti: la zona montuosa (massima cima l’Aconcagua, di 6959 metri) rappresenta circa un terzo del territorio a clima valido per la stagione sciistica in giugno e agosto, l’inverno cileno. La primavera, che si svolge da settembre a novembre, mostra un paese lussureggiante e in autunno, da febbraio ad aprile, si ha la stagione dei raccolti. L’estate si sviluppa da dicembre a marzo.
Sia per il clima che per la conformazione geografica si divide normalmente il Cile: in Cile del Nord, zona tropicale, attorno al Tropico del Capricorno, ma con clima caldo asciutto durante tutto l’anno, clima comunque in parte temperato dalla presenza dell’Oceano e il Paese presenta zone desertiche; Cile Centrale a clima temperato, con inverni piovosi ed estati secche, qui è il fulcro del Paese con la capitale Santiago e i porti principali, zone coltivate e una miriade di isole a clima fresco; il Cile Meridionale che si estende sotto al 45esimo parallelo, ha clima freddo, piovoso e con venti violenti.
Data la sua conformazione e la diversità del clima, la scelta di quando partire dipende da quale parte del Paese si vuole visitare, è tutto comunque da vedere!
Cucina
(ideabox.it sostiene la scelta vegetariana/vegana, non si riconosce quindi in un’alimentazione che prevede l’uso di prodotti di origine animale.)
La cucina cilena è per stomaci forti: manzo, pesce, verdure. frutta ne sono gli ingredienti principali, ma un piatto come lomo a lo pobre - un’enorme fetta di manzo sormontata da due uova fritte e sommersa da patatine fritte- esce da qualunque dieta e con questo la parillada, una grigliata mista che comprende intestini, mammelle e sanguinacci. Oppure potete scegliere il curanto, uno dei più prelibati piatti nazionali, uno stufato con numerosi ingredienti: pesce, frutti di mare, pollo, maiale, agnello, manzo e patate... il tutto innaffiato dai forti vini cileni e per finire il pisco sour brandy di vino servito con succo di limone, albume d’uovo e zucchero a velo.
Comunque esistono anche piccoli negozi dove acquistare grandi focacce variamente farcite, le empanadas.
Attività
I numerosi parchi nazionali di cui è costellato il Cile offrono la possibilità di escursioni, come pure le catene montuose per gli amanti della passeggiate e scalate in quota, come al Volcán Osorno. La contemporanea vicinanza dell’Oceano e delle Ande permettono di diversificare le attività senza peraltro spostarsi tanto, a meno non si vogliano raggiungere la zona desertica del Nord o la Patagonia al Sud o andare nelle isole, specialmente la misteriosa e rinomata Isola di Pasqua, con le sue enormi ed enigmatiche statue che guardano il mare.
La vegetazione e la fauna selvatica sono ben protette dalla istituzione di parchi nazionali, nei quali si possono vedere varietà di animali che purtroppo da altre parti rasentano l’estinzione, come la vigogna parente dell’alpaca, il guanaco della Patagonia, della stessa famiglia del lama delle Ande, poi fenicotteri, pellicani, a Sud pinguini, leoni marini, lontre. Varie tipi di piante originarie stanno per essere distrutte dal grande disboscamento per far posto alle industrie, dentro ai parchi troviamo ancora suricarie, le alerci, simili alle sequoie giganti della California e cipressi.
Le manifestazioni che più facilmente si trovano in Cile o sono feste nazionali legate alla storia del Paese o feste religiose. La festa più strana e che raccoglie pellegrini anche dagli stati vicini è la Fiesta di Andacollo, in onore della Beata Virgin del Rosario, caratterizzata da una lunga processione con la statua della Virgin sino al Santuario e poi seguita da feste laiche di ispirazione asiatica, come esecrabili combattimenti di animali e corse di cavalli.
Informazioni varie
Documenti: i cittadini italiani non hanno bisogno di visto per entrare, dotati di una carta turistica all’arrivo possono soggiornare per tre mesi.
Trasporti: la maggior parte di voli internazionali ha scalo all’aeroporto di Santiago, dal quale partono collegamenti con America del Nord, Europa, Australia ed Asia. I trasporti interni sono dotati di autobus confortevoli, mentre le ferrovie interne sono trascurate e vecchie. Per i lunghi tragitti all’interno del Paese sono molto validi gli aerotaxi e le linee aeree regionali.
Moneta: Peso cileno (CH$) (un euro corrisponde a 668,88 pesos cileni).
Sistema di misura: sistema metrico decimale.
Orario: tutto il Cile ha lo stesso fuso orario indietro di quattro ore dal meridiano di Greenwich, solo l’Isola di Pasqua (Rapa Nui) è indietro di sei ore.
Elettricità: 220V, 50Hz.
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